Nello Califano (Pd): “I partiti ritornino alla loro funzione primaria di guida per la società”

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L’antipolitica, come dimostrato dagli ultimi ballottaggi elettorali, rappresenta il tema dominante dei nostri giorni. “Nell’ultimo decennio, nei nostri territori e, più in generale in Italia, dice Nello Califano dirigente del Partito Democratico a Pagani –  vi è stato un profondo processo di trasformismo politico. La sfiducia nei confronti delle istituzioni e dei soggetti tradizionali della partecipazione, in testa partiti e sindacati, si è tradotta in crescenti sentimenti antipolitici, antipartitici e nello sviluppo di risposte alquanto populiste e personalistiche. L’impegno civico, sociale o politico che esso sia, dalla sua originaria idea di superare i limiti dei partiti tradizionali, si è riversato in una pluralità di forme associative, difficilmente sintetizzabili e, molto spesso, riconducibili a un denominatore comune: quello cioè di garantire la primogenitura di questo o di quell’evento, trascurando l’impegno originario o, motivo ancora più grave, il fine ultimo. Forme associative nate ad hoc che, nascondendosi dietro il paravento dell’antipolitica, diventano esse stesse strumenti personalistici di consenso elettorale altrimenti non realizzabile vedi gli ultimi esempi capitati nella nostra città. Eventi che, all’apparenza, perseguendo fini nobili non riconducibili, a dire degli organizzatori, a matrici partitiche, ne diventano essi stessi il braccio tentacolare. E si utilizza l’idea della partecipazione on line, che, per questi, diventa il regno della libera e spontanea condivisione per convincere e convincersi del ruolo decadente delle tradizionali forme partitiche. Sembra, in questo caso, di ricordare la celebre favola della volpe e l’uva. Il partito e la politica, ricordando le parole del presidente emerito Napolitano, non sono il regno del male, del calcolo particolaristico e della corruzione.  Il marcio ha sempre potuto manifestarsi, e sempre si deve estirpare: ma anche quando sembra diffondersi e farsi soffocante, non dimentichiamo tutti gli esempi passati e presenti di onestà e serietà politica, di personale disinteresse, di applicazione appassionata ai problemi della comunità. Guai a fare di tutte le erbe un fascio, a demonizzare i partiti, a rifiutare la politica”