Nasce l’associazione “Controcorrente, per il Sarno che verrà” frutto del serio e del costante impegno, profuso incessantemente negli ultimi anni dai giovani attivisti, abitanti della Valle del Sarno, dediti alla tutela ambientale e alla lotta contro l’inquinamento, la criminalità e le ingiustizie.

Infatti, in piena continuità con il lavoro finora svolto, il cuore pulsante del comitato “La Fine Della Vergogna” cambia il nome e il logo ma non l’identità al fine di continuare ad “agire, per la nostra gente, per il nostro fiume, per la nostra terra, per invertire la rotta di morte di questo fiume: dalla foce alle sorgenti perché questo ecocidio deve finire!

La scelta si è resa necessaria a causa di alcuni recenti avvenimenti che hanno rallentato lo svolgimento delle attività e portato, dunque, ad operare un cambiamento organizzativo all’interno della stessa realtà associativa: «Noi giovani attivisti abbiamo subito atteggiamenti poco costruttivi e collaborativi da parte di coloro in cui avevamo riposto la nostra fiducia. – si legge in una nota – La situazione è degenerata al punto che si è giunti all’esclusione arbitraria dall’assemblea di chi da anni porta avanti questa battaglia con amore e passione».

Ciò non ha scalfito la mission dei giovani attivisti che, infatti, rassicurano “fino a quando il nostro diritto sarà calpestato la battaglia continuerà”.

«L’amore e la passione non conoscono ostacoli e il nostro sogno di vedere il fiume Sarno disinquinato non svanisce. spiegano gli associati di “Controcorrente” – La rabbia e la determinazione che ci muovono ogni giorno resteranno vivi finché il degrado, la malattia e la morte non lasceranno posto alla vita».

Riprendono, con grande determinazione, le attività di sensibilizzazione…

«Oggi il dramma della pandemia globale sembra aver spento i riflettori sul disastro ambientale che viviamo ma non possiamo permetterci di mettere la testa sotto la sabbia. Per questo continueremo le nostre attività, qui sui social, di scuola in scuola, di piazza in piazza, riempiremo ogni spazio, fisico e non, per riuscire a dar voce al dolore della nostra gente. – chiosano, infine, “i ragazzi di una terra che sta morendo ma che ancora non si è arresa” – Dedicheremo tutte le nostre energie alla sensibilizzazione, alla proposta costruttiva e all’incessante vigilanza sull’operato delle istituzioni».

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