Napoli, Villa Comunale e parchi cittadini ai privati per la manutenzione

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Una rivoluzione verde, che punta a trasformare Napoli in un modello nazionale. È questa la direzione intrapresa dal Comune con il nuovo regolamento per il verde urbano, atteso in giunta tra fine settembre e inizio ottobre. Il cuore della riforma è l’estensione del mecenatismo green ai grandi parchi cittadini, compresa la storica Villa Comunale, affidandone la manutenzione a soggetti privati, associazioni e fondazioni.

«Se il meccanismo funziona per le aiuole, perché non applicarlo ai parchi?» spiega l’assessore al Verde, Vincenzo Santagada, ricordando che a Napoli oggi lavorano solo venti giardinieri comunali. L’amministrazione resta titolare della gestione e dell’organizzazione degli eventi, ma la manutenzione ordinaria – dal taglio dell’erba alla cura delle alberature – potrà passare ai privati, con l’obiettivo di recuperare decoro e vivibilità.

Tecnologia e nuove piantumazioni

Il regolamento, che dovrà poi approdare in consiglio comunale, snellirà anche le procedure per le donazioni di alberi e disciplinerà in modo più preciso potature e abbattimenti, previo parere tecnico. Intanto, l’autunno porterà in città 4.500 nuove alberature, anche a Posillipo, e l’apertura del parco San Gennaro.

Parallelamente, procede il censimento delle alberature: ogni pianta sarà mappata e dotata di qr-code, così che cittadini e turisti possano conoscerne storia e caratteristiche. Un passo avanti nella direzione di una gestione più trasparente e tecnologica del patrimonio verde.

Il modello del mecenatismo verde

La città non parte da zero. Da tre anni, la Fondazione 100×100 Naples, presieduta dall’imprenditore farmaceutico Ettore Morra, si occupa già della manutenzione di 25 aree verdi, tra cui piazza Vittoria, viale Augusto, piazza Nazionale e piazza degli Artisti, con un budget annuo di circa 200mila euro.

«Non è un’attività commerciale – spiega Morra – ma un atto d’amore verso la città. Le aziende oggi redigono bilanci di sostenibilità: molti imprenditori scelgono di aiutare Napoli piuttosto che piantare alberi dall’altra parte del mondo. Così si crea anche lavoro locale».

La sfida più grande resta la Villa Comunale: prendersene cura significherebbe gestire 50mila metri quadrati di verde, con costi stimati in almeno 140mila euro l’anno e nuovo personale dedicato. «Sarebbe un sogno – ammette Morra – ma anche un impegno enorme».

Una rete di giardini adottati

Altre esperienze sono già in corso: i Giardini del Molosiglio sono stati assegnati con un contratto triennale al Premio GreenCare, mentre l’associazione Valore Verde si occupa dei giardinetti di Aniello Falcone. Benedetta De Falco, presidente di GreenCare, sottolinea l’importanza di una rete del verde pubblico: «Non basta adottare un giardino, serve un sistema coordinato che riporti bellezza e biodiversità nei quartieri».

Un cambio di passo

Entro la fine del 2025 il regolamento sarà pienamente operativo. L’obiettivo è ambizioso: rendere Napoli non solo più verde, ma anche più vivibile, con un modello di partenariato pubblico-privato che potrebbe essere replicato altrove.