Napoli, vicenda Whirpool. Magnoni, dir. comunicazione, fa chiarezza a Radio Crc

“E’ una vicenda lunga questa, nata 138 giorni fa. Mi riferisco al giorno 31 maggio, quando abbiamo dato aggiornamenti sul piano industriale firmato nell’ottobre dello scorso anno”. Lo ha dichiarato Alessandro Magnoni, direttore delle comunicazioni di Whirlpool, durante la trasmissione “Barba e capelli” di Radio Crc. “Quando l’azienda ha preso coscienza della crisi del prodotto nel nostro stabilimento di Napoli, lo ha prontamente reso noto – ha proseguito Magnoni – Al contempo abbiamo immanentemente trovato una soluzione: un piano di riconversione, assicurando i livelli occupazionali attualmente presenti. Questo provvedimento non ha ancora trovato riscontri all’interno dei sindacati e dei ministeri. Non abbiamo mai avuto la sensazione che il Governo abbia dato la giusta importanza alla situazione”. “Dal prossimo primo novembre l’azienda terminerà la sua attività nel sito produttivo di Napoli – ha sottolineato Magnoni – La procedura di riconversione prevede l’elemento della consultazione: abbiamo ancora 10 giorni dinanzi a noi per permettere a chiunque, delle parti coinvolte, di contattarci, sedersi accanto a noi, per condividere con noi cosa c’e’ dietro la procedura. L’ottimismo ci guida da mattina a sera. L’azienda e’ qui pronta ad accogliere qualsiasi appello. Se non si vede il piano, e’ difficile criticarlo. Il piano non finisce, c’e’ ancora tempo. Dobbiamo continuare a preoccuparci, giorno per giorno, della salvaguardia di 400 famiglie. Il nostro assetto produttivo si comporta di 3/4 grandi Paesi: l’Italia, la Polonia, la Turchia, la Slovacchia, la Russia etc. La strategicità dell’Italia l’abbiamo ribadita tantissime volte”. “L’unico problema che abbiamo in Italia – ha concluso Magnoni – riguarda il prodotto fatto a Napoli”. In diretta su Radio CRC, è intervenuto Antonello Accurso, sindacalista Uilm, sulla vicenda Whirlpool: “E’ tempo di finire di parlare, ci aspettiamo di più dal governo. La finiscano di dire che questo è un problema di costi: la verità è che hanno deciso che il mercato italiano ed europeo non va più bene, quindi vogliono spostarsi altrove. Chiedono di fare dei container a delle donne, quindi i carpentieri. Il governo deve trovare una soluzione. Dobbiamo unicamente decidere se quello che ci viene proposto garantisce davvero il benessere dei lavoratori. Il 21 ci sarà un esecutivo generale per decidere uno sciopero cittadino di tutte le categorie. Questo governo, se non chiude la vertenza, non può affermare di esser nato per risolvere i problemi, ma, come dicono molti, è nato unicamente per mettere al sicuro le persone”.