Napoli, via i teloni da Largo Maradona

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murales Maradona

Dopo giorni di tensione e blocco dell’area, nella mattinata odierna è stato convocato un incontro presso Palazzo San Giacomo, tra istituzioni comunali, la Camera di Commercio di Napoli (con il presidente Ciro Fiola), gli assessori Teresa Armato ed Edoardo Cosenza, e i gestori dell’area commerciale nota come “Largo di D10”. L’obiettivo è trovare una mediazione che permetta la riapertura dello slargo e la regolarizzazione dell’attività commerciale. La rimozione dei teli che coprivano il murale è già in atto, segnando un primo passo verso la normalizzazione, ma resta da definire in maniera definitiva il profilo giuridico e amministrativo dell’area.

Nella giornata del 14 ottobre 2025 la locale polizia municipale ha eseguito controlli e sanzioni nei confronti di alcuni esercenti della zona: sono stati sequestrati cinque carretti adibiti alla vendita ambulante per mancanza di autorizzazioni, e due esercizi commerciali sono stati contravvenzionati per violazioni della Legge Regionale 7/2020. Le multe sono state dell’ordine di 5.000 euro ciascuna.

In risposta a questi provvedimenti, i gestori dell’area hanno deciso una forma di protesta: l’alba seguente, la piazzetta è stata chiusa al pubblico, con l’installazione di teli blu e bianchi che coprivano non solo il murale ma anche la zona immediatamente circostante. I commercianti hanno spiegato che l’area è di fatto su suolo privato, e che la licenza loro concessa è di tipo ambulante, mentre la trasformazione in uso fisso era in corso di richieste amministrative.

Molti turisti, quel fine settimana, hanno trovato l’area inattiva, con il murale nascosto dai teli e lo spiazzo isolato: oltre all’effetto simbolico, la scelta ha avuto anche ricadute pratiche sul flusso turistico.

Secondo gli esercenti, l’area ha acquisito negli ultimi anni una forte attrattiva turistica: l’avvocato Angelo Pisani, che assiste alcuni titolari locali, ha dichiarato che “quello slargo è un santuario laico dedicato a Maradona … un patrimonio popolare … uno dei siti turistici più visitati al mondo”.

I negozianti rivendicano di aver ottenuto la licenza come ambulanti ma lamentano che la normativa non consenta la permanenza fissa del mezzo nell’area, pur “fermato per sicurezza” per l’elevato afflusso di persone. Hanno fatto richiesta di trasformare l’attività in mercatale, con sede fissa, e sostengono la necessità di un sostegno istituzionale «e non repressione».

Dall’altra parte, l’amministrazione comunale – tramite i controlli – ha rilevato violazioni alle normative vigenti e ha esercitato la funzione di vigilanza. La polizia locale ha contestato non solo la mancanza di regolari autorizzazioni, ma anche un allaccio abusivo alla rete elettrica per un esercizio commerciale nella zona.

Questa vicenda mette in luce come spazi urbani – soprattutto quelli densi di significati simbolici e attrattiva turistica – possano diventare punti di conflitto tra logiche economiche informali, identità popolare, spazi pubblici e regolamentazione amministrativa.

La mediazione avviata oggi rappresenta dunque un tentativo di conciliare queste componenti: riconoscere il valore sociale e turistico del luogo, tutelare la regolarità delle attività commerciali e garantire legalità e accessibilità pubblica.