Napoli teme di perdere Anguissa per la Coppa d’Africa

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Il camerunese è l’anima del centrocampo di Conte: rendimento altissimo, ma tra dicembre e gennaio potrebbe partire per la competizione continentale. Possibile, però, un clamoroso dietrofront

Il Napoli si gode il suo gigante silenzioso. Frank Zambo Anguissa è diventato uno dei simboli della nuova era targata Antonio Conte, un giocatore imprescindibile per equilibrio, intensità e capacità di accendere la manovra nei momenti chiave. Quattro gol in stagione, cinque premi da MVP in nove giornate: numeri che raccontano meglio di qualsiasi aggettivo l’impatto del camerunese in questo inizio di campionato da capolista.

Conte lo considera una colonna portante, tanto che il Napoli ha costruito attorno a lui l’asse tattico di centrocampo. Recupera, imposta, si inserisce e trascina: Anguissa è diventato un punto di riferimento per compagni e tifosi, la sintesi perfetta tra fisicità e intelligenza tattica.

Ma all’orizzonte c’è una possibile assenza pesante: tra dicembre e gennaio si disputerà la Coppa d’Africa, e il Camerun — se dovesse convocarlo — priverebbe Conte di uno dei suoi uomini chiave nel momento più delicato della stagione.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, però, la situazione non è ancora definita. Nelle prossime settimane potrebbe infatti aprirsi una riflessione condivisa tra giocatore, club e federazione africana: “All’improvviso potrebbe nascere una possibilità inattesa – si legge –. Se tutti gli incastri funzioneranno, Anguissa potrebbe anche valutare, in armonia con tutti, l’opportunità di rinunciare alla Coppa.”

Un’ipotesi difficile ma non impossibile, da maneggiare con cautela e rispetto. Il Napoli, intanto, osserva e spera, consapevole di quanto la presenza di Anguissa possa fare la differenza nel prosieguo della stagione.

Il camerunese è oggi il simbolo del Napoli di Conte: un giocatore che unisce forza, sacrificio e visione. E mentre il campo continua a incoronarlo protagonista, il futuro prossimo resta tutto da scrivere — tra ambizioni personali, senso di appartenenza e una Coppa d’Africa che potrebbe o meno cambiare i piani.