Napoli, Politano a secco ma è il bomber europeo

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Non segna dal 30 marzo, eppure nel Napoli di Antonio Conte Matteo Politano resta uno dei punti fermi, uno di quei giocatori che danno equilibrio, intensità e identità. L’ala azzurra, oggi più che mai, incarna la trasformazione tattica e mentale di una squadra che ha fatto della solidità la sua forza.

In questa stagione è ancora a secco di gol, ma non di rendimento. Politano corre, copre, raddoppia e si sacrifica come mai prima. È diventato un esterno “a tutta fascia” nel vero senso della parola, il primo a ripiegare in difesa e il primo a ripartire in contropiede. Non più soltanto l’uomo della giocata o del tiro a giro, ma un ingranaggio essenziale nel 4-3-3 di Conte, dove la disciplina tattica conta quanto il talento.

Eppure i numeri raccontano che, tra gli attuali giocatori in rosa, è ancora lui quello con più gol nelle competizioni UEFA: cinque in totale. Dietro di lui c’è Eljif Elmas, fermo a quattro. L’ultimo sigillo europeo di Politano risale all’8 novembre 2023, quando al “Maradona” punì l’Union Berlino in Champions League. Da allora, quasi due anni di astinenza, ma anche un’evoluzione profonda nel suo modo di interpretare il ruolo.

Perché oggi le sue reti non si misurano nel tabellino, ma nei chilometri percorsi e nelle coperture difensive, negli sprint per recuperare palla, nelle diagonali fatte con tempismo perfetto. Politano è diventato il simbolo del sacrificio, di quella mentalità collettiva che Conte ha impresso alla squadra sin dal primo giorno.

Il gol tornerà, inevitabilmente. Ma nel frattempo il numero 21 azzurro si è già preso un’altra responsabilità: essere il punto di equilibrio di un Napoli che vuole restare in alto.
E se le reti mancano, non mancano le prestazioni: quelle sì, sono già da leader.