Napoli, Ospedale San Paolo: addio alla pediatria

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Mancanza di personale e lavori di ristrutturazione alla base della decisione. Esplode la protesta dei residenti di Fuorigrotta e Bagnoli: “Ci tolgono un servizio essenziale, è uno scandalo”


L’ospedale San Paolo di Fuorigrotta non avrà più il reparto di pediatria. La decisione, ormai ufficiale, prevede il trasferimento dell’intero servizio al Loreto Mare a partire da gennaio. Una scelta motivata dalla carenza di personale medico e dalla necessità di avviare interventi di ristrutturazione all’interno della struttura, ma che ha scatenato la rabbia e la preoccupazione dei cittadini della zona.

Il destino del reparto era già incerto da tempo: nel 2023 si era parlato più volte di una possibile chiusura, poi rinviata. Ora, però, la misura sembra definitiva.

Sui social network è esplosa la protesta dei residenti. “È semplicemente vergognoso – scrive Giulia – per qualsiasi emergenza pediatrica dovremo arrivare fino al Loreto Mare o al Santobono. Assurdo”.
Concetta aggiunge: “Sono anni che c’è una volontà politica di chiudere la pediatria. Dovremmo insorgere: giù le mani dal San Paolo”.
Anche Salvatore commenta: “Se è vero, è uno scandalo”.

Lucia, madre di due bambini, lancia un appello: “Noi tutti della Decima Municipalità, da Soccavo a Pianura, per emergenze pediatriche dovremo andare al Santobono, che è già al collasso, o a La Schiana di Pozzuoli. Oppure al Loreto Mare, dove trasferiranno il personale del San Paolo. Spero che qualcuno si attivi per evitare che ci venga tolto un servizio fondamentale. Tutti insieme possiamo farci sentire”.

La chiusura del reparto rappresenta un duro colpo per i quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli, dove migliaia di famiglie rischiano di rimanere senza un presidio pediatrico di riferimento. Il Loreto Mare, destinato ad accogliere la nuova unità, dista circa dieci chilometri e con il traffico cittadino raggiungerlo può diventare un’impresa, soprattutto nei casi d’urgenza.

Le istituzioni sanitarie regionali, intanto, non hanno ancora commentato ufficialmente la decisione, ma il malcontento cresce di ora in ora tra i cittadini, che chiedono a gran voce un ripensamento immediato.