Napoli, nuova vita per via Galileo Ferraris: lo studentato hi-tech che accende la rinascita

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Un edificio moderno, tecnologico e pensato per i giovani sorge oggi dove per anni si è respirato solo degrado. È la nuova “student house” di via Galileo Ferraris, in una delle aree più complesse e strategiche di Napoli: a pochi passi dalla Stazione Centrale e dall’ingresso dell’autostrada, ma da sempre segnata da abbandono, prostituzione e piccola criminalità.

Ora, però, qualcosa è cambiato. Una luce nuova — reale e simbolica — si accende dietro le ampie vetrate del vecchio palazzo dell’Inps, al civico 4, completamente ristrutturato e restituito alla città. Dalla seconda metà di settembre, i primi studenti fuori sede hanno iniziato ad abitarlo, mentre l’inaugurazione ufficiale è attesa per la seconda decade di novembre. Ma lo studentato è già operativo e pulsante di vita.

Dall’esterno si percepiscono i 15 mila metri quadrati completamente ripensati, frutto di un intervento di rifunzionalizzazione che rientra in un più ampio progetto di rigenerazione urbana dell’intero quadrante est di Napoli — un piano che, per ora, resta in fase embrionale. L’iniziativa, promossa da iGeneration, fondo gestito da Investire SGR con la partecipazione del Fondo Nazionale dell’Abitare Sociale di Cassa Depositi e Prestiti Real Asset SGR, della Fondazione Con il Sud e di altri investitori istituzionali, potrebbe innescare un effetto domino positivo: la nascita di nuove attività commerciali, caffè e spazi di socialità, alimentati dall’arrivo di centinaia di giovani.

La gestione del nuovo campus è affidata a Campus X, realtà leader nella ricettività universitaria, che ha seguito il processo di riqualificazione insieme a Investire SGR. A pieno regime, la struttura potrà ospitare oltre 500 persone, tra studenti, turisti e giovani professionisti. Agli universitari sono riservate 267 camere in diverse soluzioni abitative – dagli studi privati agli appartamenti in co-living – mentre altre 74 camere sono destinate alla formula hotel e 11 all’ospitalità in stile ostello.

Il modello è quello della “hybrid hospitality”, l’ospitalità ibrida che combina permanenze brevi e lunghe, turismo e vita studentesca, per offrire un nuovo tipo di accoglienza in una città che negli ultimi anni ha sofferto le conseguenze dell’overtourism, soprattutto nel centro storico. A completare l’offerta, spazi comuni, aree coworking e zone verdi pensate per favorire l’incontro e la condivisione.

Resta, però, la sfida della riqualificazione urbana. Via Ferraris necessita ancora di interventi concreti: marciapiedi più sicuri, illuminazione potenziata, cura del poco verde esistente e, soprattutto, un miglioramento della sicurezza. La strada, per troppo tempo ridotta a mero asse di traffico, oggi prova a reinventarsi, ma deve prima liberarsi delle sacche di degrado e illegalità che l’hanno segnata per decenni.

Il campus ha già previsto un servizio di sorveglianza attivo 24 ore su 24, per garantire tranquillità ai residenti, ma serve un impegno collettivo per restituire serenità anche alle vie circostanti. «Sì, il quartiere non ci mette del tutto a nostro agio – ammettono alcuni studenti arrivati da Calabria, Puglia e Basilicata – ma la struttura è bellissima, moderna, e il centro è raggiungibile in pochi minuti di metro».

Il progetto, costato circa 40 milioni di euro e concluso dopo due anni di lavori, punta a generare ricadute sociali e ambientali positive, come sottolineato dai promotori. «Questa operazione può avere un forte impatto sociale sul territorio», aveva dichiarato Stefano Consiglio, presidente della Fondazione Con il Sud, al momento della presentazione.