Napoli nella morsa della Camorra. Continua la guerra tra clan

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Strage di camorra nel cuore della Sanità. Due persone sono state assassinate e tre ferite in una violenta sparatoria avvenuta ieri intorno alle ore 20.00, nella zona delle Fontanelle. Tra le vittime Giuseppe Vastarella, 41 anni, esponente della omonima famiglia del rione. L’agguato è avvenuto nei pressi di un circolo ricreativo. A quell’ora in strada presenti anche dei bambini. Sul posto subito giunti gli investigatori e gli agenti per sedare la situazione di panico. E’ solo l’ennesimo degli attacchi perpetrati negli ultimi mesi. La città partenopea sembra essere finita nella morsa di bande criminali allo sbaraglio. Una guerra di camorra dovuta al controllo per la gestione delle piazze di spaccio, del mercato delle estorsioni e dei proventi che ne derivano. Dai dati emersi dalla Questura, dall’inizio del 2016, sono 10 gli omicidi consumati nell’area metropolitana napoletana, senza contare le decine di rappresaglie armate. Tra Napoli e provincia, ci sono sei faide in corso, 25 gruppi ed un esercito di killer. Il lavoro investigativo ed inquirente ha portato in quest’anno a numerosi arresti e condanne, sfaldando i clan e provocando un vuoto di potere, colmato da nuovi esponenti disposti a tutto per proseguire l’escalation al potere.  C’è l’anarchia criminale. L’organizzazione camorristica non ha più una struttura verticistica e gerarchica. “Le Famiglie”, si servono delle nuove leve: ragazzi minorenni, in condizioni di disagio culturale ed economico, attratti dal sogno camorristico e dalla possibilità di guadagni facili ed illeciti. La Camorra sembra essere capace di porsi come punto di riferimento in alternativa allo Stato, che troppe volte “gira le spalle”. Ormai nessuno può ritenersi al sicuro. Il centro della città è ogni giorno palcoscenico di sparatorie. Sangue innocente continua a colorare le strade partenopee ed anno dopo anno si allunga l’elenco “dei martiri di camorra”, freddati per sbaglio o trovatisi per caso nel luogo sbagliato. La paura la fa da padrone ed intanto i “napoletani più onesti” continuano a non vedere, a non sentire, a non accorgersi di ciò che accade intorno ed a camminare con lo sguardo rivolto verso il cielo azzurro che sovrasta il Vesuvio: chiederanno forse un miracolo a San Gennaro?

Roberta Montanaro