Napoli, morto Janich, direttore sportivo due volte

Una volta terminata la carriera da giocatore, Janich ricoprì cariche dirigenziali. È stato direttore generale del Napoli in due distinti periodi, dal 1972 al 1976 e nuovamente dal 1978 al 1980;[3] in mezzo, fu un anno al Como come direttore sportivo, tornando poi nello stesso ruolo anche alla Lazio. L’anno successivo diventò diesse della Triestina. Nel 1986, da direttore sportivo del Bari, fu coinvolto nello scandalo delle calcioscommesse, e pagò con sei mesi di squalifica. Tra la fine degli anni 1990 e i primi anni 2000 assieme al procuratore Riccardo Franceschini gestì la Franceschini-Janich, agenzia di ricerca di talenti calcistici. All’inizio dello stesso decennio fu nello staff amministrativo del Manfredonia. Dalla stagione calcistica 2007-2008 Janich ricopri va il ruolo di direttore sportivo nel Pomezia, squadra di calcio di Eccellenza Laziale. Ma il ricordo migliore l’ha lasciato da calciatore. Colonna del Bologna dal 1961 al 1972: gioco’ 376 partite in rossoblu’, vincendo uno scudetto (1963-64), una Coppa Italia (1969-70) e una Mitropa Cup (1961). “Alla famiglia Janich vanno le piu’ sentite condoglianze di tutto il Bologna Fc 1909”: si legge sul sito ufficiale del club rossoblu. Janich, nato a Udine il 27 marzo 1937 e cresciuto come stopper nello Spilimbergo in IV serie, esordi’ in serie A con l’Atalanta prima di trasferirsi alla Lazio di Bernardini con cui vinse una Coppa Italia. Fu proprio l’allenatore romano a volerlo al Bologna al momento del suo passaggio sulla panchina rossoblu’. E al Bologna Janich arretro’ il suo raggio d’azione, trasformandosi in libero e formando con Tumburus una coppia di centrali imperforabile. Grande e grosso, bravo nell’anticipo, formidabile di testa, fu soprannominato ‘l’Arme’ri’, l’armadio in dialetto bolognese. I tifosi ne apprezzarono non solo le qualita’ sul campo, ma anche l’arguzia e la simpatia con cui conquisto’ tutti.