Napoli, l’arma in più di Conte si chiama Leonardo Spinazzola

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Tra poco più di 24 ore il Napoli farà ufficialmente il suo ritorno in Champions dopo l’anno di assenza. Gli azzurri di Conte scenderanno in campo all’Etihad di Manchester, contro il City di Guardiola che come ogni anni si candida come una delle favorite per la vittoria finale.

Il Napoli arriva a questa sfida forte delle tre vittorie consecutive ottenute in campionato e ora punta a confermarsi anche in Europa a casa di una delle regine del vecchio continente. Il City di Guardiola invece ha iniziato la stagione sulla falsa riga della scorsa, alternando momenti di onnipotenza calcistica a clamorosi svarioni difensivi che gli sono già costati due sconfitte in Premier contro Tottenham e Brighton.

Dopo aver rivoluzionato la rosa nelle ultime due sessione di mercato, Pep ha rinnovato completamente anche il suo staff tecnico, affidandosi, tra gli altri, all’ex vice di Jurgen Klopp, Pepijn Lijnders, per curare e migliorare la fase di pressione. Al momento però non è stato ancora digerito al 100% questo cambio di principio di gioco e spesso il City risulta diviso in due tronconi: il Napoli dovrà essere bravo ad approfittare di queste lacune, mandando a vuoto il pressing avversario e sfruttare la tracotanza fisica di Hojlund per stressare continuamente la linea difensiva dei citizens.

Oltre al danese però uno degli uomini più in forma nello scacchiere di Conte è sicuramente Leonardo Spinazzola, autore di un assist alla Modric proprio per l’ex United nell’ultima sfida contro la Fiorentina.

Spinazzola, il ritorno che non ti aspetti: Conte ha un nuovo uomo chiave

Nel rumore costante che accompagna ogni mossa del Napoli di Antonio Conte, c’è una storia che rischia di restare sottovoce. È quella di Leonardo Spinazzola, che senza proclami si è ripreso la scena, diventando padrone assoluto di quella fascia sinistra che fino a poco tempo fa sembrava terra di nessuno.

E pensare che solo qualche mese fa il suo nome rimbalzava nei discorsi di mercato, tra scetticismi e ipotesi di addio. Oggi invece, a 31 anni e con una carriera segnata da alti, bassi e infortuni, Spinazzola è tornato a imporsi come uno dei punti fermi del nuovo progetto azzurro.

C’è un tratto distintivo nelle squadre di Conte: la capacità di ridare vita a chi sembrava averla persa. Spinazzola è l’ennesimo esempio di questa “specialità della casa”. Dopo l’esordio visto solo dalla panchina, l’esterno ex Roma ha risposto con prestazioni da leader, fino a quel colpo di classe — l’assist d’esterno per Højlund contro la Fiorentina — che ha sancito ufficialmente il suo nuovo inizio.

Conte non si limita a schierare giocatori, li ricostruisce. E oggi Spinazzola corre, affonda, difende e crea gioco con una continuità che mancava da anni. Un ritorno al passato che ricorda l’Europeo 2021, quando aveva fatto sognare un Paese intero.

Arrivato a parametro zero tra mille dubbi, Spinazzola si è rivelato un’operazione da incorniciare. A costo zero, il Napoli si ritrova tra le mani un esterno completo, esperto e ancora in grado di fare la differenza. Conte lo ha inserito in un sistema che lo protegge e lo esalta, chiedendogli ciò che sa fare meglio: strappare in velocità, creare superiorità numerica e servire palloni decisivi.

Ora però arriva una delle parti più complicate dell’operazione rinascita: provare a mantenere integro l’ex Roma, gestirlo quasi col contagocce per evitare di incappare nell’ennesimo infortunio muscolare della sua sfortunata carriera.