“Vogliamo chiedere che l’integrazione nei centri di accoglienza, quella proprio prevista dal Ministero dell’Interno equivalga all’assistenza sanitaria, ai corsi di italiano, al pocket Money regolari e non gestiti da cooperative poco trasparenti.” Così in una nota l’unione sindacale di base, l’Usb, sulla bomba immigrazione in quel di Napoli. Ecco il contenuto: “Chiediamo permessi di soggiorno in 6 mesi non in 4 anni cercando di capire cosa accadrà al nostro destino, di immigrati finito l’iter del riconoscimento dell’asilo politico. Basta alla “farsa richiesta telematica” che non funziona chiedendo che la presentazione della domanda sia con semplice richiesta del domicilio a cui possono accedere i cittadini immigrati senza le agenzie di disbrigo pratiche e che il rinnovo del permesso di soggiorno sia in tempi che la legge stessa recita cioè da 60 a 90 giorni. Chiediamo la valutazione della carta di soggiorno dal reddito e non dai contributi non versati dal datore di lavoro perché bisogna dire basta al lavoro nero e alle tasse che continuamente ci assillano. Vogliamo il rimborso dei contributi versati per la carta di soggiorno ai non aventi diritto che non hanno ricevuto nessun servizio dicendo così basta al pagamento di dazi senza avere nulla in mano. Manifestiamo per la legalità e il rilascio delle autorizzazioni del suolo pubblico come prevede la legge regionale chiedendo i relativi spazi mercatari definitivi. Siamo stanchi di soffrire per diritti che ci recitano ma non ci hanno mai concesso pur avendo pagati”. Stamattina la manifestazione a Napoli, con la presa pacifica di Piazza della Borsa.

