Coinvolti i familiari dell’autore della falsificazione e un consulente. Le indagini della Guardia di Finanza ricostruiscono un complesso sistema di riciclaggio, frodi fiscali e mancata esecuzione di provvedimenti giudiziari.
Gli indagati sono i figli e la moglie dell’uomo che avrebbe falsificato i testamenti, la suocera e un consulente accusato – insieme a uno dei congiunti – di aver emesso documentazione contabile fittizia utile a drenare denaro dal patrimonio ereditario.
Le indagini nascono da un contenzioso civile avviato dopo la scoperta della manipolazione di due testamenti olografi. L’uomo, oggi deceduto, era stato inizialmente riconosciuto come unico erede di un patrimonio composto da 29 immobili tra Napoli e Caivano, destinati a uso abitativo e commerciale. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tali beni sarebbero stati trasferiti in modo fittizio a quattro società inglesi, intestate a prestanome, per poi essere affidati alla gestione di una società italiana di recente costituzione, consentendo al falso erede di continuare a incassarne i proventi.
Il Tribunale civile di Napoli aveva poi stabilito la falsità dei testamenti, dichiarando inefficaci i trasferimenti alle società estere, ordinando la restituzione degli immobili agli aventi diritto e disponendo il sequestro del patrimonio con la nomina di un custode giudiziario.
Nonostante ciò, gli eredi della persona ritenuta responsabile della falsificazione – nel frattempo scomparsa – avrebbero continuato a sottrarre valore al compendio ereditario, ricorrendo anche a fatture per prestazioni professionali inesistenti, finalizzate a ridurre l’attivo del patrimonio e ostacolare l’attuazione dei provvedimenti del Tribunale.
Sulla base degli elementi raccolti, il gip ha disposto il sequestro preventivo dell’intero complesso immobiliare del valore di 3.333.114,75 euro, dei proventi generati dagli immobili, stimati in 3.846.112,25 euro, e di ulteriori 204.927,98 euro per imposte – tra Iva e Ires – ritenute evase.
L’indagine prosegue per delineare con precisione il ruolo dei singoli indagati all’interno del sistema fraudolento e verificare l’eventuale coinvolgimento di ulteriori figure professionali.

