Napoli, dolori al petto ma non era un infarto

0
91
mn24.it

L’uomo accusava forti dolori al petto: inizialmente si pensava a un problema cardiaco. Un caso clinico tanto raro quanto sorprendente si è verificato all’ospedale dei Pellegrini di Napoli, dove i medici del pronto soccorso hanno scoperto un tappo di bottiglia metallico incastrato nell’esofago di un uomo, ingerito accidentalmente e rimasto inosservato per diversi giorni.

Il paziente, che chiameremo Marco per tutelarne la privacy, si era presentato in pronto soccorso lamentando forti dolori toracici persistenti. I sintomi, inizialmente, avevano fatto pensare a un disturbo di origine cardiaca: dolore retrosternale intenso, non legato a sforzi fisici né a difficoltà respiratorie. Gli esami cardiologici di routine — elettrocardiogramma ed enzimi cardiaci — hanno però escluso una causa ischemica.

Il dolore, tuttavia, non accennava a diminuire e si accompagnava a una sensazione di corpo estraneo e difficoltà nella deglutizione. A quel punto, i medici del Pronto Soccorso, diretti da Emilio Bellinfante, hanno deciso di approfondire con una radiografia del torace. Nonostante il paziente non ricordasse di aver ingerito nulla, l’esame ha rivelato un’ombra rotondeggiante radiopaca a livello dell’esofago medio.

Il sospetto è stato immediato: si trattava di un oggetto metallico. Marco è stato quindi trasferito presso l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia, diretta da Alberto D’Agostino, dove è stato sottoposto d’urgenza a un’esofagogastroduodenoscopia in sedazione profonda.

L’intervento è stato eseguito dal dottor Vittorio D’Onofrio, responsabile della U.O.S.D. di Gastroenterologia ed Endoscopia dell’ospedale, coadiuvato dalle infermiere Rosaria e Silvana Sarnelli e dall’equipe chirurgica. Durante l’esame endoscopico è stato identificato un tappo di bottiglia metallico con bordo a corona, incastrato a circa 28 centimetri dagli incisivi, che aveva già provocato edema e un’iniziale ulcerazione della mucosa.

La rimozione è stata effettuata con una pinza di presa “rat-tooth” e un cappuccio protettivo montato sull’endoscopio, permettendo l’estrazione in un solo passaggio, senza traumi alle pareti esofagee.

“Grazie all’approccio multidisciplinare dei nostri specialisti e al tempestivo intervento endoscopico, il caso si è risolto nel migliore dei modi”, ha dichiarato la direttrice sanitaria del presidio, Maria Corvino.

Il corpo estraneo è stato rimosso senza complicanze, e il paziente ha potuto tornare a casa in serata, con la completa risoluzione dei sintomi.

Un episodio che conferma, come sottolineano i medici del Pellegrini, l’importanza della collaborazione tra reparti e della diagnosi approfondita, anche quando i sintomi sembrano ricondurre a cause comuni.