Di Marco Visconti
Visionario, emozionante, sorprendente: così il pubblico ha accolto l’evento spettacolo inaugurale dell’associazione culturale Ianus, andato in scena domenica sera all’Under Theatre di via Ecce Homo 17. Un debutto che ha segnato con forza l’arrivo di una nuova realtà artistica nel panorama campano, e lo ha fatto con le armi più affilate dell’arte: parola, corpo, suono e immaginazione. Dalle ore 19, sotto la volta intima del teatro sotterraneo, si è svolto un percorso in sei tappe, sei “pillole performative” firmate dai soci fondatori: Francesco Maria Punzo, Lorenzo Stingone, Matteo Ronconi e Maria Avolio. Ciascun intervento, breve ma intenso, ha acceso una luce diversa sulla visione del mondo di Ianus, che si ispira al dio romano bifronte per raccontare un’arte capace di attraversare i tempi e i linguaggi, un’arte che unisce e trasforma.

Ha aperto la serata Punzo, con Filastrocca spezzata: un dottore-giullare accompagna il pubblico in un viaggio numerico-esistenziale, scandito dai numeri della tombola, dove ogni cifra è un frammento di vita, un destino che si intreccia alla possibilità. È un monologo ironico e dolente, dove la leggerezza teatrale incontra riflessioni profonde sulla natura umana. A seguire, Imponderabilia di Stingone ha offerto un momento di poesia e struggimento: due entità si amano e si separano, ma nel vuoto lasciato dall’assenza resta un legame fatto di dolore, un abbraccio oltre il corpo che diventa memoria e sostanza. Un’ode al sentimento che sopravvive all’evento. Con lo Spiedo di Ronconi, un uomo cucina lo spiedo alla vigilia di un colpo di stato. La carne che gira lentamente accompagna una narrazione fatta di ricordi, silenzi e simboli. Il fuoco, il padre rivoluzionario, la preparazione: tutto converge in un gesto finale che non è eroico ma necessario, umano.Punzo ritorna con Bacio all’Ethernet, un’installazione-performance che unisce arte visiva e teatro. Due teste senza genere si sfiorano collegate da cavi Ethernet, in un bacio che è allo stesso tempo intimo e tecnologico. I fili che scendono a terra raccontano le connessioni invisibili che ci attraversano, tra umanità e digitale.

Chiude la rassegna Ego di Maria Avolio: una discesa potente nell’identità contemporanea, tra maschere sociali e desiderio di autenticità. L’ego, quando si fa assoluto, diventa violento e isolante. Ma la scena rivela anche la fragilità dietro l’armatura: la lotta per restare sé stessi in un mondo che impone continuamente di essere altro.

Con questa serata, Ianus Aps si presenta al pubblico: nata a Sorrento nel febbraio 2025, l’associazione promuove la contaminazione tra linguaggi artistici – teatro, danza, musica, audiovisivo – con una forte tensione etica e politica verso la trasformazione. L’artista “ianusiano” è colui che guarda indietro per radicarsi, avanti per sognare, e intorno per agire. Il risultato? Un evento denso, coerente e necessario, che ha messo in scena la promessa di un’arte viva, critica, e soprattutto presente.

