Napoli Chelsea 2-3: eliminazione dalla Champions per Conte

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hojlund napoli chelsea

Napoli Chelsea rappresenta uno dei capitoli più dolorosi della stagione 2025/26 per i tifosi azzurri. Nella decisiva sfida dell’ultima giornata della fase campionato della UEFA Champions League, disputata il 28 gennaio 2026 allo Stadio Diego Armando Maradona, il Napoli ha ceduto 2-3 al Chelsea, siglando la propria esclusione dal torneo continentale. Una partita intensa, ricca di emozioni contrastanti, rimonte parziali e rimpianti, che ha lasciato gli azzurri fuori dai playoff per un soffio, nonostante un primo tempo di grande reazione.

Il contesto pre-gara era già drammatico. Il Napoli arrivava alla sfida in una posizione precaria: 25° posto in classifica (primi tra gli esclusi), con soli 8 punti e la necessità matematica di una vittoria per sperare nei playoff (dal 9° al 24° posto). Antonio Conte chiedeva un miracolo ai suoi, reduce da una sconfitta pesante in Serie A contro la Juventus (3-0) che aveva evidenziato una squadra in crisi, falcidiata da infortuni e con una difesa vulnerabile. Il Chelsea, al contrario, era già qualificato tra le prime otto (accesso diretto agli ottavi) e giocava con serenità, puntando a blindare una posizione alta grazie a un organico giovane e talentuoso.

La gara è iniziata con un Napoli aggressivo, ma sfortunato fin dai primi minuti: cure mediche per Di Lorenzo e McTominay, con il capitano azzurro che ha sofferto un colpo involontario. Il Chelsea ha colpito per primo su rigore, trasformato da Enzo Fernandez dopo un fallo di mano di Juan Jesus su punizione di Estevao. Il Maradona si è gelato, ma gli azzurri hanno risposto con carattere. Antonio Vergara, talento di casa al suo primo gol in Champions con la maglia del Napoli, ha pareggiato con una giocata da campione: veronica su Fofana e destro preciso in rete. Pochi minuti dopo, Rasmus Højlund ha completato la rimonta sfruttando un assist di Olivera: scatto bruciante e palla in rete con l’aiuto del palo. Primo tempo chiuso sul 2-1, con il Maradona in delirio e la speranza riaccesa.

Nella ripresa, però, il copione è cambiato. Il Chelsea ha ritrovato equilibrio con l’ingresso di Cole Palmer, che ha servito Joao Pedro per un pareggio strepitoso da 20 metri: mancino a incrociare su cui Meret non ha potuto nulla. Il Napoli ha provato a reagire, ma ha pagato caro gli errori individuali e la stanchezza. Al minuto 82 è arrivato il colpo del KO: ancora Palmer a giganteggiare, assist per Joao Pedro in contropiede, fuga e gol che ha siglato la doppietta del brasiliano e il 2-3 finale. Negli ultimi minuti, giropalla blues e un recupero di 5 minuti inutile: il Napoli ha accusato il colpo, senza più energie per un’altra rimonta.

L’eliminazione è arrivata per un mix letale di fattori. La difesa ha mostrato fragilità croniche, con il rigore concesso e la ripartenza decisiva dell’82’ che hanno pesato come macigni. Il Napoli ha rimontato due volte, dimostrando cuore e qualità individuale – Vergara e Højlund su tutti, con giocate di altissimo livello – ma è mancato cinismo sotto porta e solidità nei momenti chiave. Il Chelsea ha sfruttato al meglio le occasioni, con Palmer e Joao Pedro decisivi in contropiede e una maggiore freddezza.

Per il Napoli, le conseguenze sono pesanti. Meno introiti UEFA, un morale da ricostruire e un focus immediato sulla Serie A, dove gli azzurri devono inseguire posizioni europee. Conte dovrà lavorare su difesa e gestione delle partite, mentre la società rifletterà su eventuali correttivi estivi. Questa Napoli Chelsea non è solo una sconfitta: è una lezione amara su quanto conti la continuità e la lucidità in partite da dentro o fuori.

Il Maradona ha visto una squadra che non si è arresa, ma ha pagato caro gli errori. Il sogno Champions si spegne qui, ma il calcio è fatto di cicli: il Napoli ha il potenziale per ripartire più forte. Per i tifosi, resta la delusione di una serata che poteva cambiare tutto, ma anche l’orgoglio per una reazione che ha fatto tremare i Blues fino all’ultimo.