Napoli celebra Diego: la città in cammino con il suo re eterno

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Di Marco Visconti

Ieri la città intera si è fermata per celebrare il compleanno di Diego Armando Maradona. Un anniversario che, più che una ricorrenza, è diventato un rito collettivo, un gesto d’amore di un popolo verso il suo eroe immortale.Il Museo Maradona – Collezione Vignati, nato in suo onore grazie alla passione della famiglia Vignati, ha organizzato un evento unico: la statua del “Pibe de Oro”, realizzata dallo scultore Domenico Sepe, ha attraversato Napoli in un percorso emozionale che ha toccato i luoghi simbolo del mito di Diego.Dalle prime ore del mattino, Vico Cariati, sede del museo, si è riempito di bandiere, musica e commozione. La statua, caricata su un carro adornato di fiori e sciarpe azzurre, ha preso il via tra applausi e lacrime di gioia, in un’atmosfera che mescolava sacro e popolare.

Famiglia Vignati.

“Diego non se ne va mai davvero — oggi lo accompagna la sua gente, quella che gli ha dato l’anima”, ha dichiarato Massimo Vignati, curatore della Collezione Vignati e promotore dell’iniziativa. Il corteo ha proseguito il suo cammino toccando via Scipione Capece, la casa napoletana di Maradona, prima tappa di un viaggio nei ricordi e nel cuore della città. Poi, tra cori e applausi, la statua ha raggiunto lo stadio Diego Armando Maradona, luogo-simbolo di infinite emozioni, dove centinaia di tifosi si sono riuniti per rendergli omaggio.

La statua nei pressi dello stadio Diego Armando Maradona.

Nel suo passaggio attraverso Soccavo, Posillipo e Poggioreale, la scultura ha raccolto abbracci, lacrime e sorrisi: ogni quartiere ha risposto con spontaneità e passione, testimoniando come il legame tra Diego e Napoli resti vivo e potente. Le immagini del corteo hanno invaso i social e le televisioni locali, trasformando la giornata in un vero evento mediatico. “Portare la statua di Diego tra le strade di Napoli significa restituire al popolo un’immagine viva del suo eroe, non più soltanto scolpita nel bronzo, ma in cammino tra la sua gente”, ha spiegato Domenico Sepe, autore dell’opera.

Maestro Domenico Sepe, statua D10S in The World.

Nel pomeriggio, la tappa in Piazzetta San Pasquale, presso NSS Edicola, ha unito sport, arte e cultura urbana. Qui, tra musica, luci e testimonianze, si è tenuta una cerimonia aperta al pubblico per ricordare non solo il campione, ma anche l’uomo che ha saputo incarnare l’anima di un intero popolo.Durante la giornata non sono mancati gesti di solidarietà: in diverse tappe, il Museo Maradona ha donato piccoli simboli e gadget ai bambini degli ospedali cittadini, nel nome dello spirito generoso e umano che da sempre caratterizzava Diego.

Museo Maradona – famiglia Vignati.

Il progetto, ideato dal team del Museo Maradona in collaborazione con NSS Edicola, nasce per mantenere viva la connessione tra sport, arte e cultura popolare, e per continuare a raccontare la storia di un uomo che ha dato un’anima alla città e al calcio mondiale. In conclusione del percorso, la statua è tornata là dove tutto è cominciato: a Largo Maradona, in Vico Cariati, davanti al Museo che custodisce la sua memoria e ne rinnova ogni giorno la leggenda.

Un ritorno simbolico, come se Diego fosse rientrato a casa, tra la sua gente e le sue strade.Ieri Napoli non ha semplicemente ricordato Maradona: ha camminato con lui. E in ogni sguardo, in ogni applauso, in ogni voce che ha intonato il suo nome, si è rinnovata la certezza che Diego Armando Maradona non morirà mai davvero, perché continua a vivere nei cuori della sua gente.