Napoli-Atalanta 3-1: la partita, le pagelle e i commenti

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Napoli-Atalanta 3-1. Il Napoli ritrova il sorriso e lo fa con una prestazione convincente, battendo 3-1 l’Atalanta nel quarto anticipo della 12esima giornata di Serie A. Il Napoli-Atalanta 3-1 segna un ritorno importante per la squadra di Antonio Conte, che dopo settimane di tensioni e polemiche si riprende vittoria e primo posto in classifica, almeno per una notte, in attesa dei verdetti di domenica.

La risposta del campo è arrivata con forza e autorità, costruita attraverso un primo tempo di altissimo livello, fatto di intensità, qualità e manovre collettive che hanno messo in seria difficoltà la formazione nerazzurra. Una partita che riaccende entusiasmo e restituisce al Napoli la sensazione di poter tornare a comandare il campionato.

Napoli-Atalanta 3-1, la partita

Il Napoli parte con il piede sull’acceleratore e sin dalle prime battute impone ritmo, pressing e qualità. Al 17’ arriva il primo squillo: Neres finalizza una splendida azione corale, portando in vantaggio gli azzurri e accendendo il Maradona. L’Atalanta fatica a reagire, compressa dalla pressione costante e da un Napoli compatto e aggressivo.

La spinta non si esaurisce e al 38’ è ancora Neres a colpire, firmando la doppietta personale con un’altra giocata costruita attraverso un fraseggio rapido e verticale. Il primo tempo si chiude poi con il sigillo di Lang al 45’, al suo primo gol con la maglia del Napoli, che certifica il dominio partenopeo e manda le squadre negli spogliatoi sul 3-0.

Nella ripresa cambia il copione. L’ingresso di Scamacca permette all’Atalanta di alzare il baricentro e trovare maggiore presenza offensiva. Proprio l’attaccante nerazzurro accorcia le distanze con una girata al volo al 53’, riaprendo momentaneamente il match. Da quel momento i bergamaschi provano ad assediare la retroguardia azzurra, ma il Napoli riesce a gestire con ordine e lucidità, respingendo ogni tentativo di rimonta.

Il 3-1 finale fotografa una gara in cui il Napoli ha mostrato brillantezza, organizzazione e ritrovata fame, mentre per Palladino arriva una sconfitta all’esordio sulla panchina atalantina. I nerazzurri restano lontani dalla zona Europa, mentre i partenopei tornano a far sentire la propria voce nel momento decisivo.

Il tabellino di Napoli-Atalanta 3-1

Napoli-Atalanta 3-1

Napoli (3-4-3): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani (19’ st Juan Jesus), Buongiorno; Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Gutierrez (24’ st Mazzocchi); Lang (24’ st Elmas), Højlund (30’ st Lucca), Neres (24’ st Politano).
Allenatore: Conte

Atalanta (3-4-3): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Ahanor (1’ st Kossounou); Bellanova, Ederson, De Roon, Zappacosta (17’ st Zalewski); Pasalic (1’ st Scamacca), Lookman (37’ st Maldini); De Ketelaere (32’ st Samardzic).
Allenatore: Palladino

Arbitro: Di Bello

Marcatori: 17’ e 38’ Neres, 45’ Lang (Napoli), 53’ Scamacca (Atalanta)

Ammoniti: De Roon, Zappacosta (Atalanta), Juan Jesus (Napoli)

Espulsi: Nessuno

Le pagelle del Napoli

Vanja MILINKOVIC-SAVIC 6 – Non viene mai chiamato a interventi realmente complicati, ma si fa trovare pronto quando serve, soprattutto in un paio di circostanze sporche. Nell’azione del gol di Scamacca scivola, ma non ha responsabilità dirette.

Sam BEUKEMA 6,5 – Gestisce con grande intelligenza la pressione offensiva atalantina, spezzandone spesso la fluidità. Si fa notare anche per qualche uscita palla al piede, quasi da centrocampista aggiunto. Tiene bene anche quando la Dea spinge di più.

Amir RRAHMANI 6 – Guida il reparto con autorità e solidità, formando con Buongiorno e Beukema un muro quasi invalicabile. Peccato per l’anticipo perso su Scamacca in occasione del gol, unico vero neo della sua prova.

dal 63’ Juan JESUS 6 – Entra per dare copertura e lo fa senza sbavature, gestendo con ordine il finale di gara.

Alessandro BUONGIORNO 7 – Prestazione di spessore: fisico, attento e sicuro nelle chiusure. Non teme di giocare alto e di accompagnare l’azione. Rimane concentrato anche quando il Napoli soffre.

Giovanni DI LORENZO 6,5 – Ritrova sicurezza e incisività sulla corsia destra dopo un periodo opaco. Dalla sua iniziativa nasce l’azione che porta al primo gol di Neres.

Stanislav LOBOTKA 6 – Lavora nell’ombra ma con straordinaria efficacia. Meno brillante in costruzione, ma impeccabile nel posizionamento e nella gestione difensiva.

Scott MCTOMINAY 6,5 – Avvio compassato, poi cresce con il passare dei minuti. Mette lo zampino nel raddoppio con un assist preciso e va anche vicino al gol, fermato solo da Carnesecchi.

Miguel GUTIÉRREZ 6 – Attento negli equilibri difensivi, meno propositivo del solito in fase offensiva. Alterna buone giocate a momenti più anonimi, ma alla fine il suo contributo è sufficiente.

dal 69’ Pasquale MAZZOCCHI 6,5 – Impatto positivo: entra con energia e puntualità nelle chiusure, dando sicurezza alla fascia.

David NERES 8 – Protagonista assoluto. Risponde alle richieste di Conte con qualità e determinazione. Sblocca il match e raddoppia con grande concretezza. Ancora non costante, ma devastante quando accelera.

dal 69’ Matteo POLITANO 5,5 – Non riesce a incidere né in fase offensiva né in copertura. Fatica a entrare nel ritmo della gara.

Rasmus HOJLUND 7 – Battaglia continua con la difesa atalantina, lotta e dialoga con i compagni come dimostra l’assist per Neres. Costretto a uscire per un problema muscolare.

dal 74’ Lorenzo LUCCA 5,5 – Partecipazione limitata, poco coinvolto e raramente servito.

Noa LANG 7 – Cuore e carattere non mancano. Alterna buone intuizioni a scelte frettolose, ma trova il gol che può segnare il suo rilancio. Deve crescere nella gestione dei ritmi.

dal 69’ Eljif ELMAS 5,5 – Si limita al minimo indispensabile, senza particolari guizzi o incisività.

Le pagelle dell’Atalanta

Marco CARNESECCHI 5,5 – Incolpevole sulle due reti di Neres, maggiori responsabilità invece sul gol di Lang, dove poteva fare meglio. Nella ripresa salva il risultato con due interventi importanti su McTominay.

Berat DJIMSITI 5,5 – Avvio ordinato nel contenere Lang, poi cala vistosamente nella parte finale del primo tempo e viene punito. Dopo l’intervallo mostra più esperienza nella gestione di Neres e si rende utile.

Isak HIEN 5,5 – Duello fisico intenso con Hojlund. Se la cava quando la contesa si gioca sulla forza, soffre invece la rapidità e la tecnica del danese. L’azione che porta al primo gol di Neres nasce anche da una sua lettura imperfetta.

Honest AHANOR 4,5 – Serata da dimenticare. Si fa sorprendere due volte da Neres su combinazioni rapide e dalla sua zona prende il via anche la manovra del terzo gol. Errori che pesano nonostante qualche buona iniziativa.

dal 45’ Odilon KOSSOUNOU 6,5 – Impatto positivo. Entra con piglio deciso e si fa notare per interventi puntuali e sicurezza difensiva in un secondo tempo più ordinato.

Raoul BELLANOVA 5,5 – Gara opaca, poco esplosiva. Soffre il lavoro difensivo del Napoli e non legge bene il movimento di Lang sul 3-0. Si riscatta parzialmente con l’assist per Scamacca e cresce nel finale.

Marten DE ROON 5,5 – Parte con buone intenzioni ma finisce per essere sovrastato dal centrocampo avversario nel primo tempo. Mostra segnali migliori nella ripresa.

ÉDERSON 5,5 – Più dinamico del compagno di reparto, recupera qualche pallone interessante, ma non incide quanto dovrebbe.

Davide ZAPPACOSTA 5 – Prova a spingersi in avanti per dare supporto, ma in fase difensiva concede troppo e non offre la copertura necessaria ad Ahanor.

dal 62’ Nico ZALEWSKI 6 – Subentra con ordine e vivacità, mostrando buone accelerazioni e gestione pulita.

Mario PASALIC 5 – Prestazione sottotono. Raramente nel vivo del gioco, non crea pericoli e non aiuta in fase di contenimento.

dal 45’ Gianluca SCAMACCA 7 – Ingresso determinante. Porta peso offensivo e presenza, segna con una giocata da centravanti vero e cambia volto alla manovra nerazzurra.

Charles DE KETELAERE 5,5 – Alterna spunti interessanti a errori in zone decisive. Spreca una buona occasione e manca di continuità.

dal 77’ Lazar SAMARDZIC s.v.

Ademola LOOKMAN 6 – Non al massimo della condizione, ma resta il riferimento offensivo più pericoloso. Quando accelera dà sempre la sensazione di poter creare qualcosa.

dall’82’ Daniel MALDINI s.v.

Conte: “I miei calciatori sanno che non ho maschere”

Dopo la vittoria per 3-1 sull’Atalanta, Antonio Conte ha analizzato la prestazione del suo Napoli ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi non solo sull’aspetto tecnico, ma anche sul momento vissuto dalla squadra e sul rapporto interno allo spogliatoio.

Il tecnico ha confermato la soddisfazione per quanto mostrato soprattutto nei primi 45 minuti, sottolineando come alcune situazioni viste in campo siano frutto del lavoro quotidiano. Alla battuta di Fabio Quagliarella sul primo gol, Conte ha replicato con un sorriso, spiegando: “Fabio conosce alcune situazioni di gioco, alcune giocate, quindi le riconosce ancora nonostante faccia l’opinionista e non più il calciatore”.

Ampio spazio poi alle difficoltà legate agli infortuni, in particolare quello di Anguissa, che ha ridotto drasticamente le opzioni a centrocampo: “L’ultima tegola che ci è caduta addosso di Frank Anguissa mi ha portato a fare delle riflessioni, a centrocampo siamo rimasti veramente in pochi”. Conte ha evidenziato il ruolo adattato di Elmas e la presenza di giovani come Vergara, ribadendo la necessità di gestire le risorse con intelligenza in un periodo fitto di impegni.

Sulla partita, il tecnico ha parlato di una prova convincente, soprattutto per intensità e atteggiamento: “Sicuramente siamo soddisfatti per la vittoria, per come è stato ottenuto con il primo tempo, in cui abbiamo portato ritmi molto alti”. Qualche appunto sulla gestione del possesso nella ripresa, ma senza togliere meriti alla squadra per aver battuto un’avversaria ritenuta di alto livello.

Inevitabile il riferimento alle polemiche seguite al ko di Bologna. Conte ha voluto chiarire la natura del rapporto con i suoi giocatori: “Non dico che sia un rapporto molto intenso, molto forte, è un rapporto dove cerchiamo sempre di dirci la verità. Io sono molto trasparente, non ho maschere”. Una dichiarazione che ribadisce la sua linea diretta e senza filtri, anche a costo di generare discussioni all’esterno.

Infine, nessun tempo per rilassarsi. La stagione entra in una fase decisiva e il Napoli è già proiettato al prossimo impegno europeo: “Riposo? Dobbiamo giocare martedì contro il Qarabag, che è una squadra rivelazione di questa Champions. C’è da recuperare energie e prepararci per questa nuova sfida”.

Palladino dopo Napoli-Atalanta 3-1: “Bravi loro, ma anche demeriti nostri”

Al termine della sfida persa dall’Atalanta al Maradona, Raffaele Palladino ha analizzato la prestazione dei suoi con lucidità, soffermandosi sugli aspetti da correggere ma anche sui segnali positivi emersi soprattutto nella ripresa.

Il tecnico nerazzurro ha riconosciuto i meriti del Napoli, sottolineando come gli azzurri abbiano interpretato al meglio la gara sin dai primi minuti: “Bisogna fare i complimenti al Napoli perché ha interpretato bene la partita, è venuto bene in avanti”. Palladino ha spiegato anche le scelte tattiche iniziali, come l’utilizzo di Pasalic per creare spazi e muovere la difesa partenopea, ammettendo però che l’esecuzione non è stata all’altezza delle intenzioni.

Il secondo tempo, invece, viene visto come una base su cui costruire. La reazione della squadra, lo spirito mostrato dopo un primo tempo complicato e la capacità di non disunirsi sono elementi che l’allenatore porta con sé: “Mi è piaciuta la reazione, mi è piaciuto lo spirito, hanno giocato come se non fosse successo niente nel primo tempo”.

Fondamentale l’ingresso di Scamacca, che ha dato maggiore peso offensivo e presenza in area, contribuendo a rendere l’Atalanta più pericolosa. Palladino ha ricordato come il sistema di gioco adottato sia nelle corde della squadra, nonostante il poco tempo avuto per lavorare con il gruppo al completo: “Ho avuto a disposizione tutta la squadra solo per due giorni, ho provato a trasmettere più concetti possibile”.

Il ko contro il Napoli viene quindi letto come un passaggio da cui trarre insegnamenti, piuttosto che come una battuta d’arresto definitiva. Palladino guarda avanti, consapevole della qualità della rosa e convinto che margini di miglioramento e crescita non manchino, sia sul piano tattico sia su quello mentale.