Napoli Animal Save. Performance davanti store Hermès per i coccodrilli

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Sabato 23 ottobre, venticinque attivisti e attiviste di Napoli Animal Save si sono riuniti alle ore 17 per eseguire una eccezionale performance informativa davanti all’Hermès store di via Filangieri.

In collaborazione con Kindness Project, Animal Justice Project, Farm Transparency Project, Collective Fashion Justice, Animal Save Movement, Animal Liberation Queensland e Animal Liberation, il gruppo locale di Napoli ha partecipato all’azione globale di sensibilizzazione – diffusa con l’hashtag #dropcroc – nel tentativo di spingere Hermès, ad adottare politiche rispettose nei confronti degli animali.

Gli attivisti e le attiviste – alcuni travestiti da coccodrilli, altri da acquirenti di questo marchio, rappresentati con le mani insanguinate – si sono, dapprima, esibiti in una performance statica, ove i “coccodrilli” erano stesti per terra e gli acquirenti di fianco che esibivano le borse e altri oggetti creati con la pelle dei poveri rettili. Un chiaro messaggio che invitava a fare il collegamento accessorio-morte dell’animale. Alcuni acquirenti, infatti, erano bendati, come se non sapessero o facessero finta di non sapere come si ottengono le borse in pelle.

Successivamente si sono schierati pacificamente davanti alle vetrine dello store e hanno intonato all’unisono gli slogan del movimento, destando così l’interesse dei passanti. I passanti riprendevano la scena e chiedevano anche il motivo di quest’azione e gli attivisti e le attiviste spiegavano la terrificante verità adottando sempre un approccio pacifico e socratico.

Hanno anche recapitato una lettera ai dipendenti dello store, nella quale veniva precisato e spiegato che non sono contro il singolo store o i singoli dipendenti o responsabili, bensì la protesta è verso questo sistema. Lo scopo di questa azione è appunto quello di chiedere all’industria della moda la fine della strumentalizzazione di esseri senzienti, in particolar modo dei coccodrilli, ridotti a innaturali accessori di moda.

Hermès, insieme a Louis Vuitton, è infatti responsabile dell’uccisione di un numero spaventosamente alto di coccodrilli australiani.

Terminata l’azione innanzi allo store di Hermès, le attiviste e gli attivisti hanno “bloccato” temporanemante il transito delle auto e altri veicoli intonando slogan, cori e mostrando la verità attraverso appositi cartelloni, con frasi e scene di quello che accade negli allevamenti di coccodrilli.

Tenuti in cattività e in gabbie anguste e sporche, vengono maltrattati e infine uccisi crudelmente con pratiche dolorose per poter essere ingiustamente indossati sotto forma di borse, cinture e accessori vari.In una società oramai moderna queste pratiche violente sono inaccettabili e l’industria della moda deve impegnarsi in alternative sintetiche e vegetali, che, per fortuna, si stanno sempre più diffondendo e offrendo risultati soddisfacenti in termini di qualità e gradimento dei consumatori. Una borsa non può davvero valere la vita di un essere vivente?