Napoli Animal Save. Performance contro l’utilizzo dei coccodrilli per la moda a via Filangieri

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Sabato 4 dicembre le attiviste e gli attivisti di Napoli Animal Save si sono riuniti alle ore 17 per eseguire una nuova performance informativa davanti all’Hermès store di via Filangieri, a poco più di un mese dalla scorsa azione che ha avuto molto riscontro e seguito. La contestazione portata avanti dal gruppo antispecista è verso il consumismo sfrenato e pieno di vittime.

Vittime perché le borse, le cinture, i portafogli, i vestiti più costosi e ambiti sotto l’albero di Natale saranno quelli fatti con la pelle dei nostri fratelli animali. L’industria della moda sfrutta gli animali e li trasforma in prodotti, per questo motivo in 20 sono scesi in strada a protestare contro il sistema che ingabbia e uccide migliaia di individui a cui viene sottratta la libertà.

La campagna globale a cui i manifestanti hanno aderito è stata lanciata da kindness Project, Animal Justice Project, Farm Transparency Project, Collective Fashion Justice, Animal Save Movement, Animal Liberation Queensland, Animal Liberation e prende il nome #dropcroc, essa vuole sensibilizzare la famosa casa di moda francese Hermès in modo che non usi più coccodrilli per la realizzazione delle sue borse.

Si stima che vengano uccisi fino a 4 coccodrilli per realizzare una sola borsa “BIRKIN”. Si, proprio quella che sui social viene pubblicizzata di più! Nella giornata di sabato si è tenuta la stessa manifestazione in diverse città del mondo: Toronto, Berlino, Tokyo, Monterrey, Oslo, Londra, Beverly Hills e infine a Napoli.

Per l’ azione di Napoli gli attivisti hanno realizzato due coccodrilli di 4 metri ciascuno seguendo l’idea del celebre dragone cinese che viene fatto spesso sfilare alle parate di carnevale. I ragazzi dell’associazione antispecista hanno lavorato giorno e notte per settimane con materiali di recupero, carta pesta, colla, pittura per dare grande risonanza alla lotta animale.

L’azione è iniziata con degli applausi successivamente un attivista ha suonato il sax per celebrare la performance e attirare i passanti. Hanno fatto seguito cori pro liberazione animale. I passanti sono stati invitati a prendere in considerazione una moda senza “sangue” e crudeltà. Sono state sventolate bandiere, esibiti cartelloni che mostravano la realtà dietro borse e accessori in pelle e ci sono stati confronti socratici con le persone.

Napoli Animal Save si schiera al fianco della loro lotta, perché esiste e dura da millenni, nelle gabbie, negli allevamenti, nei circhi, gli animali cercano con tutte le loro forze di liberarsi. In una società moderna l’industria della moda dovrebbe impegnarsi ad acquisire alternative sintetiche e vegetali, che, per fortuna, si stanno sempre più diffondendo e offrono risultati soddisfacenti in termini di qualità e gradimento dei consumatori. Una borsa può davvero valere la vita di un essere vivente?