Eravamo indecisi se concentrarci sugli ottant’anni del Trap, al secolo Giovanni Trapattoni, rimarcando il mitico Strunz pronunciato da lui in una memorabile conferenza stampa al Bayern, oppure sull’ennesimo e stavolta davvero ultimo inizio del Pd, che ieri ha incoronato Zingaretti (e in parte Gentiloni) nel tentativo di ricominciare a riguadagnare voti. Dalle nostre parti sono sbarcati nella nuova direzione Iannuzzi e De Luca junior. Ma questo è relativamente importante. Comunque la pensiate, anche come Renzi che non s’è fatto vedere, il Pd resta una forza di potenziale governo del Paese, confinata attualmente all’opposizione del legittimo voto degli italiani ma anche da tanti errori commessi, resta una forza che rappresenta milioni di italiani, certo con percentuali in caduta libera ma a questo dovrà provvedere Zingaretti, soprattutto scegliendo i giusti compagni d’avventura, come fece Nereo Rocco nell’ultimo tratto da mister, quando aveva accanto al Milan Cesare Maldini e Giovanni Trapattoni ma capì subito che il secondo aveva le stimmate del grande allenatore più del primo.
