‘Na tazzulella e’cafè: 6 anni con Bergoglio, senza pregiudizio

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Giusto sei anni fa, venne eletto Papa, al quinto scrutinio, il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio con il nome di Francesco. La fumata bianca fu alle 19.06. Secondo una ricostruzione del vaticanista Salvatore Izzo, ripresa anche da Giacomo Galeazzi,  Bergoglio sarebbe stato il cardinale più votato fin dal primo scrutinio. Secondo Marco Tosatti, la candidatura di Bergoglio sarebbe stata proposta dai cardinali esplicitamente contrari all’elezione di Scola. Secondo il vaticanista Paolo Rodari, al primo scrutinio a condurre sarebbe stato  con circa 35 voti, seguito da Bergoglio con 20 voti. Sempre secondo le indiscrezioni di Rodari, Scola sarebbe stato il candidato più votato fino al terzo scrutinio, poi la candidatura fu stroncata dai cardinali della  curia romana e  da quelli nord-americani: i primi «per antiche invidie e rivalità». Dopo il ritiro di Scola, sempre secondo Rodari, Bergoglio avrebbe sfiorato l’elezione al quarto scrutinio. La vaticanista argentina Elisabetta Piqué, nel libro Francesco. Vita e rivoluzione, sostiene che la quinta votazione sarebbe stata annullata: i cardinali addetti alla conta delle schede, prima di procedere allo spoglio, si sarebbero infatti accorti della presenza di 116 voti a fronte di 115 votanti. All’annullamento della quinta votazione sarebbe immediatamente seguita la sesta con il relativo scrutinio nella quale Bergoglio sarebbe stato eletto, secondo alcuni con quasi 90 voti. Tutto questo, al di là del giudizio dei primi sei anni di pontificato di un gesuita venuto da un angolo lontano del mondo, per dirvi che non c’è istituzione senza elezione con cospirazione. Morto o dimesso un Papa, se ne fa un altro ma non dalla sera alla mattina…