‘na tazzulella e ‘cafè: le Idi e i Giardini di marzo

Le idi di marzo sono una data dell’antico calendario romano, diventata celebre perché fu quella in cui, nel 44 a.C., venne ucciso Giulio Cesare. “Idi”, idus in latino (femminile plurale, della quarta declinazione), era il nome con cui venivano indicati i giorni più o meno a metà di ciascun mese del calendario romano. I giorni del mese, infatti, non erano numerati progressivamente dal primo all’ultimo come oggi, ma erano chiamati in base a una serie di date fisse: il primo giorno del mese erano le calende (calendae), poi veniva “il giorno dopo le calende”, e poi si iniziavano a contare i giorni che mancavano prima delle altre due festività mensili: le none e le idi. Giulio Cesare venne ucciso da una congiura organizzata da una serie di personalità legate al Senato di Roma, tra cui i celebri Bruto (Marco Giunio Bruto) e Cassio (Gaio Cassio Longino), e assassinato con diverse pugnalate mentre si trovava nel Teatro di Pompeo. Venne ucciso perché nel corso degli anni era diventato sempre più potente, concentrando su di sè diverse cariche e minacciando l’autorità e il potere del Senato. Assassinare oggi si potrebbe declinare in tanti modi, anche con tradire, fingere, usare: verbi che chiudono per sempre, una volta sgamati nella declinazione, rapporti di varia natura e di vario genere. Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha vissuto insomma le sue personali Idi di Marzo ma rimane con la speranza che questo mese sia ricordato coi Giardini di Marzo, ovvero con Mogol e Battisti. I giardini di marzo si vestono di nuovi colori e le giovani donne in quel mese vivono nuovi amori
Camminavi al mio fianco ad un tratto dicesti: Tu muori. Se mi aiuti son certa che io ne verro fuori!Ma non una parola chiarì I miei pensieri. Continuai a camminare lasciandoti attrice di ieri