‘Na tazzulella ‘e café: il Bello di certi processi…

Enzo Tortora da anni non c’è più, sconfitto solo dal cancro dopo aver vinto la lunga e massacrante battaglia con la giustizia, con certi Di Persia e Di Pietro che presero o vollero prendere un abbaglio gigantesco. E’ di questi giorni l’uscita dal carcere di uno dei suoi grandi-piccoli accusatori, Melluso, detto Gianni il Bello, che come in lunghissima sceneggiata ha chiesto scusa alle figlie del presentatore-giornalista che non c’è più da tanto. La vita va così, bisogna accettarla. Ma qui vogliamo soprattutto ricordare Tortora, con le parole che usò prima che i giudici napoletani lo condannassero in primo grado. Io sono innocente, spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi. Un’affermazione che resta scolpita nella storia più nera della nostra Italia ma che ci dà la forza di gridare ogni volta che incrociamo un sopruso, un abuso, una trappola, una congiura, un uso improprio della nostra persona.