Mutui rinegoziabili per gli enti locali

Mutui rinegoziabili anche nel 2017 con possibilità di utilizzare le risorse liberate senza vincoli di destinazione. I prestiti potranno essere ricontrattati anche in corso di esercizio provvisorio, fermo restando l’obbligo di effettuare le relative iscrizioni nel bilancio di previsione. Confermate le risorse a unioni e fusioni di comuni: potranno continuare a beneficiare del contributo di 60 milioni di euro (equamente diviso tra le due categorie). Per i comuni che si fondono arrivano ancora più soldi: il contributo straordinario riconosciuto agli enti sale, infatti, dal 40 al 50% dei trasferimenti erariali attribuiti nel 2010. Gli oneri di urbanizzazione cessano di poter essere utilizzati per finanziare la spesa corrente. Dal 1° gennaio 2018 i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni saranno destinati in via esclusiva e senza vincoli temporali a una serie di interventi quali: la realizzazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, il risanamento dei complessi edilizi nei centri storici e nelle periferie, le demolizioni delle costruzioni abusive ecc. Sono alcune delle novità in materia di enti locali contenute negli emendamenti alla Manovra 2017 approvati nella notte tra mercoledì e giovedì dalla commissione bilancio della camera che ha chiuso ieri i lavori licenziando il testo che andrà da oggi all’esame dell’aula. Tra le misure più significative una menzione a parte la meritano le norme in materia di riequilibrio degli enti in pre-dissesto. Si prevede che gli enti che abbiano presentato e ottenuto l’approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale prima dell’approvazione del rendiconto 2014 possano rimodulare o riformulare il suddetto piano entro il 31 marzo 2017. Si interviene inoltre sulle misure di riequilibrio, previste dall’art. 243-bis del Tuel per gli enti che accedano al fondo di rotazione per la stabilità finanziaria degli enti locali. Oggi tali enti sono tenuti a ridurre del 10% le spese correnti per prestazioni di servizi entro il periodo temporale di tre anni. Ora l’orizzonte diventa quinquennale e vengono escluse dal computo alcune voci come i rifiuti solidi urbani, il trasporto pubblico, la pubblica illuminazione e i servizi di acquedotto. Analogo allentamento anche sul fronte della spesa corrente per trasferimenti. Anche in questo caso la prevista riduzione del 25% viene spalmata sul quinquennio, anziché sul triennio. Dalla base di calcolo vengono eliminati i trasferimenti ad altri livelli istituzionali, nonché agli enti, agenzie e alle fondazioni lirico-sinfoniche. Ma soprattutto si stabilisce che, ferma restando l’obbligatorietà di tali riduzioni, gli enti possano operare, a compensazione di una minore riduzione, anche agendo su altre categorie di spesa, salvo che su quella del personale. Completano il quadro delle misure, la possibilità di costituire consorzi tra enti locali per la gestione associata dei servizi sociali e la proroga al 31 dicembre 2016 del termine per la deliberazione della Nota di aggiornamento del Dup per l’esercizio finanziario 2017.

da “Italia Oggi”