“Mutilata” dopo intervento di chirurgia plastica, il perito “scagiona” il chirurgo

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“Ho evoluto il mio pensiero”. E in aula piomba il gelo.

È stata una vera e propria doccia fredda quella di ieri al Tribunale salernitano. A scatenare tutto, il perito che avrebbe dovuto accertare la correttezza di un intervento di chirurgia plastica eseguito da un medico ad una paziente. Come racconta il quotidiano Il Mattino oggi in edicola, nel dettaglio, una giovane salernitana si era rivolta ad un chirurgo per un intervento a farsi all’apparato genitale. Quella che doveva essere una parziale asportazione di tessuto, invece, secondo l’accusa divenne una vera e propria mutilazione. I fatti risalgono al 2012, anno in cui la giovane donna raccontò che, dopo l’intervento, al posto della rimozione di tessuto in eccesso si era ritrovata con un intervento diverso che di fatto le ha indebolito permanentemente sensibilità e libido nonché procurato danni estetici evidenti.

Il perito nominato dal sostituto procuratore Paternoster, sulle prime, aveva redatto una relazione nella quale venivano riconosciuti al chirurgo una serie di errori.

Ora, il colpo di scena: nell’udienza di ieri la dottoressa ha cambiato la sua versione. Alludendo alla possibilità di un secondo intervento (a carico di un altro chirurgo) realmente responsabile della successiva “mutilazione”.

L’avvocato difensore della donna ha già promesso battaglia legale avverso questo cambio di idea, annunciando la propria volontà di vederci chiaro.