Muro di Berlino: 27 anni fa l’evento che cambiò il mondo

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“Mr Gorbaciov, take down this wall. Se lei cerca la pace, se cerca prosperità per l’unione Sovietica e l’Europa dell’est, signor Gorbaciov venga a questa porta, apra questa porta e abbatta questo muro”. Furono queste le profonde parole pronunciate dal presidente americano Ronald Regan durante un suo famoso discorso tenuto a Berlino nel 1987. Solo due anni dopo, la notte del 9 novembre 1989, in seguito alla caduta del Comunismo, gli esponenti del governo della DDR annunciarono che i cittadini dell’est avrebbero potuto attraversare il confine.

Così il muro cadde sotto i colpi dei martelli e dei picconi dei berlinesi, segnando la fine delle barriere ideologiche e politiche che per 28 anni – dall’agosto 1961 – spaccarono in due la Germania e, con essa, il mondo intero, diviso tra sfera americana e quella sovietica. Innumerevoli, nel corso degli anni, le vittime che, nel disperato tentativo di oltrepassare il muro per scappare o ricongiungersi ai propri cari rimasti nell’ala opposta della città, persero la vita. La zona di confine, infatti, era attrezzata con macchinari terrificanti, mine anti-uomo, filo spinato alimentato con corrente ad alta tensione e impianti che sparavano automaticamente su tutto quello che si muoveva nella cosiddetta “striscia della morte”.

Oggigiorno i turisti possono recarsi a Berlino e visitare l’unico chilometro che resta del muro (che in origine era lungo 170 chilometri e altro 10 metri), ricco di murales e graffiti ad opera di artisti venuti da tutto il mondo per celebrare la riunificazione della Germania a colpi di bombolette spray, dando vita a quella che viene chiamata East Side Gallery, una vera e propria galleria d’arte all’aperto, tutelata dal governo tedesco come un monumento a tutti gli effetti.