Murales dedicato a George Floyd sul muro dell’apartheid in Palestina

Murales dedicato a George Floyd sul muro dell’apartheid in Palestina. A realizzarlo l’artista palestinese Walid Ayyoub: “Tutte le vite contano”.

La morte di George Floyd è un fatto di cronaca nera avvenuto il 25 maggio 2020, nella città di Minneapolis, in Minnesota: venne registrata all’Hennepin County Medical Center, dove Floyd venne condotto dopo aver perso conoscenza nel corso di un arresto eseguito a suo carico da quattro agenti di polizia che rispondevano ad una chiamata di un negoziante locale nello stesso giorno. L’episodio ottenne rapidamente risonanza internazionale in seguito alla diffusione del controverso filmato dell’arresto di Floyd stesso, dal quale sono successivamente scaturite proteste e manifestazioni contro l’abuso di potere da parte delle forze di polizia, nonché l’odio razziale perpetrato dalle stesse. Nel filmato infatti, viene mostrato l’agente di polizia Derek Chauvin premere il suo ginocchio sul collo di George Floyd per 8 minuti e 46 secondi e gli altri agenti non fare nulla per fermarlo.

Verso le 20:22, gli agenti hanno chiesto un’ambulanza, chiedendo inizialmente un “codice due” non di emergenza prima di inoltrare l’urgenza a un “codice tre” di emergenza. Chauvin continuò a tenere Floyd bloccato dopo che l’ambulanza fu chiamata. Qualcuno chiese a Floyd: “Cosa vuoi?” Floyd rispose: “Non riesco a respirare, per favore, il ginocchio al collo, non riesco a respirare”.

Alle 20:25, Floyd apparve privo di conoscenza e i passanti si confrontarono con gli ufficiali sulle condizioni di Floyd, esortandoli a controllare il suo polso.

Chauvin trattenne Floyd per 8 minuti e 46 secondi, sollevando il ginocchio dal collo di George solo dopo la richiesta dei paramedici, noncurante del fatto che Floyd avesse nel frattempo perso conoscenza da oltre 3 minuti. All’arrivo dei paramedici, Floyd venne successivamente condotto all’Hennepin County Medical Center, dove venne dichiarato morto.

Il 30 maggio 2020 viene resa nota l’autopsia del coroner dell’Hennepin County Medical Center, secondo la quale sul cadavere di Floyd non risultano segni di asfissia o strangolamento fatali per lo stesso uomo: ciononostante, vengono messe in evidenza pregresse condizioni di salute alterate di Floyd, quali problemi di ipertensione cardiaca e disturbi alle arterie coronarie, verosimilmente aggravatisi dalla manovra adoperata da Chauvin al punto da risultare letali. La famiglia di Floyd ha immediatamente richiesto una seconda autopsia indipendente.

Il 30 maggio 2020 Chauvin viene accusato di omicidio di terzo grado, nonché di omicidio colposo di secondo grado.  Lo stesso giorno trapela su più testate la notizia di un suo possibile tentativo di suicidio, ragion per cui l’ex poliziotto viene posto in cella di isolamento con videosorveglianza costante e controlli di persona ogni quindici minuti. Il 31 maggio Walz dichiara che intende affidare la gestione del caso, precedentemente assegnato all’avvocato della contea di Hennepin Mike Freeman, all’attorney general del Minnesota Keith Ellison, il quale accetta l’incarico.

Il 1° giugno, al termine di un’autopsia condotta privatamente su volere della famiglia Floyd, con la sovrintendenza dei dottori Michael Baden (università del Michigan) e Allecia Wilson, viene determinata come causa di morte l’asfissia provocata dalla manovra di Chauvin, che ha ostruito il flusso sanguigno verso il cervello nella zona del collo.

Fonte Wikipedia