Ombre e misteri sulla tragica morte di Palmina Casanova, la 52enne di Atrani, ricoverata il 19 aprile per l’asportazione di una cisti ovarica. Venne dimessa il 21 aprile, nello stesso giorno si sentì male e ritornò in ospedale: a Castiglione di Ravello. Da lì fu poi trasportata a Salerno all’ospedale Ruggi d’Aragona dove venne operata. Durante l’operazione “per sbaglio”, le venne perforato un intestino. I medici non si accorsero dell’accaduto. Questa vicenda drammatica si conclude venerdì 23 aprile col decesso della donna. Immediatamente sono partiti sette avvisi di garanzia per i medici di Castiglione di Ravello e sei per quelli del Ruggi che a vario titolo hanno curato la 52enne. Il pm Elena Guarino, titolare dell’inchiesta ha iscritto anche altre quattro persone nel registro degli indagati. Si tratta di altri medici ed infermieri, accusati di favoreggiamento. Secondo quanto emerge dalle indagini, questi avrebbero perso i cd “reperti chirurgici” ovvero quella parte organica rimossa dalla donna durante l’intervento. La scoperta dei “reperti” è avvenuta mercoledì quando i carabinieri del Nas guidati dal capitano Gianfranco Di Sario, non hanno potuto sequestrare le prove. Secondo quanto dichiarato dagli indagati neanche i vertici aziendali avrebbero dato l’ordine di conservare tali reperti chirurgici – che di regola vanno consegnati per l’esame istologico del caso. L’unica traccia si trova sul verbale interno al reparto. L’autopsia si svolgerà martedì alla presenza dei legali di parte.
Roberta Montanaro

