SCAFATI. Avrebbero trascurato una caduta della quale fu vittima un paziente, insieme ad un ematoma che una volta sviluppatosi in forma irreversibile, ne decretò anche la morte. Sono due gli avvisi di garanzia che la procura di Nocera Inferiore ha notificato per il decesso del 66enne Giovanni Nappi, morto lo scorso 11 febbraio. Nel mirino c’è finito il centro di emodialisi Soreben di Scafati. Il sostituto procuratore Ernesto Caggiano contesta il reato di omicidio colposo a Vincenzo La Sala e Filomena Annunziata. Il primo, operatore del centro e la seconda, medico. Tutto parte lo scorso 11 febbraio, quando il 66enne deve recarsi al centro. E’ su una sedia a rotelle, non avendo gli arti inferiori, ma prima di salire in auto cade a terra (la procura accusa l’operatore del centro per questo). Riporta un trauma cranico, sanguinamento al naso e la contusione ad un occhio. L’assistente però, invece di trasferirlo in ospedale per una Tac, lo accompagna al centro dialisi (Nappi soffriva di diabete e vascolopatia). Una volta nella struttura, entra in scena il medico, che lo sottopone alla normale seduta di dialisi. Per la procura fu un errore, in quanto l’uomo – di professione faceva il cuoco – avrebbe dovuto essere subito ricoverato in ospedale (cosa che avvenne dopo 3 ore dalla caduta). La conseguenza fu che lo stesso entrò in coma e l’intervento, eseguito d’urgenza a Nocera Inferiore, non bastò a salvarlo. L’ematoma era diventato irreversibile. A difendere i due indagati, che hanno 20 giorni di tempo per essere sentiti dalla procura, i legali Giuseppe Buongiorno e Giuseppe Cuccurullo.
da Il Mattino
