Multe mai notificate, Mariconda (FdI): cittadini penalizzati, il Comune dia risposte

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Antonio Mariconda

A Pagani esplode il caso delle multe notificate in ritardo o mai recapitate, risalenti al 2023, che stanno colpendo centinaia di cittadini ignari.

A denunciare con forza la situazione è Antonio Mariconda, coordinatore locale di Fratelli d’Italia, che chiede all’amministrazione comunale di fare chiarezza su quella che si prefigura come una vera e propria anomalia nella gestione delle notifiche. «Sappiamo che l’amministrazione si è riunita nella giornata di ieri – afferma Mariconda – ma non comprendiamo perché ancora non siano arrivate risposte concrete a tante brave persone che si trovano a dover pagare multe salatissime, anche di circa 300 euro, senza aver ricevuto alcuna comunicazione preventiva. È una situazione paradossale e ingiusta». Secondo fonti non ufficiali, sarebbero circa 1900 i cittadini coinvolti. Molti di loro – riferisce Mariconda – si stanno recando di persona presso il comando della Polizia Municipale per chiedere spiegazioni. Le multe, che in origine avrebbero potuto avere importi contenuti, in diversi casi intorno ai 40 euro, si sono trasformate in cartelle esattoriali da cifre molto più elevate, a causa dei ritardi e della mancata notifica.

Alla base del problema ci sarebbe un malfunzionamento del sistema di notifica: numerosi cittadini sostengono di non aver mai ricevuto né l’avviso iniziale né la cosiddetta raccomandata informativa, che dovrebbe seguire alla giacenza dell’atto presso l’ufficio postale, completando la procedura di notifica prevista per legge. «Il punto è proprio questo – spiega Mariconda – se la raccomandata informativa non è mai arrivata, o non è stata notificata correttamente, siamo di fronte a un errore procedurale che rende potenzialmente annullabili gli atti. In tal caso, la responsabilità sarebbe della società incaricata delle notifiche e non certo del cittadino». Mariconda chiede che il Comune di Pagani assuma una posizione chiara, verificando se vi siano state falle nella gestione delle notifiche e, in caso affermativo, provveda a tutelare i cittadini colpiti da un disservizio che rischia di trasformarsi in un’ingiustizia. «Serve trasparenza – conclude – e serve subito. Non si può chiedere ai cittadini di pagare per errori non loro, tanto più quando parliamo di persone perbene che, se avessero ricevuto per tempo la notifica, avrebbero pagato la sanzione senza problemi».