Multe fantasma 2023: l’ipotesi della querela di falso scoraggia i ricorsi. Pronto un esposto in procura

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di Marco Visconti

I legali incaricati di seguire la vicenda delle cosiddette multe fantasma del 2023, notifiche presumibilmente mai ricevute dai cittadini ma risultate comunque esecutive, stanno valutando le azioni più efficaci per tutelare i cittadini coinvolti. Una situazione che, oltre a generare confusione, rischia di sfociare in un cortocircuito tra diritti e burocrazia. «Il ricorso al giudice di pace sarebbe fattibile, spiegano i legali, con un costo accessibile per l’utente, pari a circa 50 euro di contributo unificato. Quindi quasi tutti accetterebbero il rischio». Ma il vero problema è che ci sono gli atti notificati, nonostante i cittadini dicano che non abbiano mai ricevuto le rispettive multe.

In tal caso, l’unica strada per contestarle è la querela di falso, un’azione da intraprendere davanti al tribunale civile. Il costo? Oltre 500 euro di contributo unificato, una cifra che potrebbe scoraggiare la maggior parte dei cittadini e indurli a rinunciare al ricorso, lasciando così decadere la loro difesa. Nel frattempo, gli avvocati raccomandano un primo passo concreto: presentare domanda di annullamento in autotutela. Questo permetterebbe al Comune di esaminare caso per caso, verificando se sussistono le condizioni per revocare le multe e le relative sanzioni. Non finisce qui. I legali hanno annunciato la preparazione di un esposto in procura: «Serve ad accendere i riflettori su questa problematica e a stimolare un’indagine approfondita, affermano, perché è impensabile che un cittadino venga sanzionato senza aver mai ricevuto alcuna comunicazione formale».