di Giorgia Valentini
A Nocera Inferiore l’aria è già satura di campagna elettorale: ogni giorno un nuovo post, una nuova accusa, un comunicato stampato che viene lanciato come un sasso nello stagno politico. Tutti contro tutti, fa parte del gioco, e del profumo inconfondibile delle urne, quando i competitor si sfidano a colpi di social e dichiarazioni, sperando di strappare visibilità e consensi. L’ultimo affondo arriva dal Movimento Popolare Nocerino, che mette nel mirino una delle arterie simbolo della città: via Raffaele Libroia.
Qui, dove batte il cuore amministrativo e sanitario della città: uffici pubblici, polizia locale, ambulatori, un asilo nido, ma il decoro urbano e la sicurezza hanno alzato bandiera bianca. Le foto diffuse dal movimento parlano chiaro: marciapiedi sfasciati, mattonelle traballanti, pavimentazioni irregolari e rattoppi alla buona, griglie divelte, rattoppi da vergogna. Un palo dell’illuminazione pende pericolosamente da mesi, mentre chi di dovere sembra avere altro da fare. Dopo infinite segnalazioni, il timore che possa cadere non è più paranoia, ma possibilità concreta.
Il quadro, già fosco, si completa con sporcizia diffusa, manutenzione assente e una piccola piazzetta deserta, simbolo di un potenziale mai sfruttato. Ma non basta: la strada è diventata pista di slalom per motorini, bici e monopattini che sfrecciano contromano, ignorando segnali e senso civico. Alcuni dei protagonisti, cittadini stranieri presumibilmente ignari delle regole del Codice della Strada, zigzagano tra pedoni e aito con disinvoltura, aumentando il rischio di incidenti.
Una zona che dovrebbe incarnare l’efficienza dei servizi pubblici si trasforma così in un manifesto di abbandono. La richiesta è chiara: serve un intervento deciso, che non si limiti a un lifting estetico ma riporti ordine, sicurezza e vivibilità. Rifacimento di strade e marciapiedi, sì, ma anche più controlli, più presenza, più responsabilità. Via Libroia è la cartolina che nessuno vorrebbe spedire, eppure è quella che oggi rappresenta Nocera. Chi la ignora adesso, domani dovrà rispondere agli elettori.

