Morto Peppe ‘e Susanna, Pagani piange un “mito della tradizione popolare”

Giuseppe Tortora, Peppe 'e Susanna

Ha divertito per giorni i bambini vestendosi da Babbo Natale e regalando loro caramelle. Le comprava di tasca sua, si divertiva a regalarle ai più piccoli e si divertiva soprattutto quando qualche piccino esclamava, incredulo: “Babbo Natale, non sapevo avessi l’orecchino!” Spassoso, gioviale, un terremoto. Amante della propria terra, di quella Pagani che voleva vedere rivalutata e al centro del territorio per tutte le sue bellezze.

Pagani piange, la morte di Giuseppe Tortora, meglio conosciuto come “Peppe ‘e Susanna”. Un soprannome, quello lì, tutto legato alla sua origine: sua mamma, infatti, si chiamava appunto Susanna. Per la cittadina alfonsiana il dolore è immane, Peppe è scomparso il giorno dopo la morte di un altro storico paganese, Domenico Ferraioli (Mimì ‘o Maoista).

Gli amici lo ricordano come un tipo sempre allegro, desideroso di stare in compagnia, molto legato alla propria terra. Peppe era innamorato delle tradizioni, una passione che lo portava ad essere sempre in prima linea il venerdì santo (con la processione del Gesù Morto) o alla festa della Madonna delle Galline. Armato di macchina fotografica, Peppe ha ritratto scorci, cortili, porticati paganesi raccogliendo, forse, piùdi 100mila foto. Il suo desiderio, come raccontano gli amici, era quello di inviare tutto il materiale alla Soprintendenza per dimostrare che la sua città era, in realtà, un fiore all’occhiello per il territorio e per questo da salvaguardare. Non aveva passioni politiche, non si era mai schierato in un partito. Dipendente comunale, di volta in volta alle elezioni diceva “Basta ca vene cocc r’un che accongia ‘stu paese!”. Per anni (dal 1950, dal dopoguerra, insomma), Peppe ha raccontato in un modo del tutto personale e ugualmente affascinante la storia della sua città. Tutti ricordano la mostra fotografica che allestì al corso Padovano qualche anno fa. Una mostra in cui regalava anche riproduzioni delle sue foto. Celebre, però, era il suo pittoresco personaggio di Babbo Natale. Seduto ad un bar a pochi passi della chiesa del Santo Bambino di Praga, in via Marconi, in questi giorni di festa regalava caramelle a tutti i bambini. Divertendosi con loro, specie quando qualcuno di essi gli chiedeva perché avesse l’orecchino.

Numerosi i messaggi di stima e affetto che stanno giungendo in queste ore alla famiglia. A loro le più sentite condoglianze da parte dell’intera redazione di mn24.it