Morto il boss, funerali autorizzati e poi cancellati. Ma la gente rende omaggio…

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San Cipriano d’Aversa, ancora regno del Casalesi e non c’è bisogno dell’ultimissimo episodio per accorgersene. C’erano quasi riusciti i familiari di Luigi Venosa, sanguinario killer dei Casalesi, a ottenere gli omaggi pubblici per il boss 64enne. Ieri è morto e, poco dopo, sono comparsi in paese i manifesti che annunciavano il funerale. Qualcosa non ha funzionato a livello di “comunicazioni”. Messa fissata, forse, ignorando l’identità del morto, pur in presenza di precisioni indicazioni in materia da parte del vescovo di Aversa Spinillo: «i camorristi riconosciuti tali dalla magistratura, nelle chiese dell’Agro-aversano non entrano». L’intervento della Questura ha evitato un caso dalle proporzioni notevoli: niente funerale in chiesa. Ma l’omaggio al boss c’è stato lo stesso, atteggiamento popolare che dimostra un fatto certo: i Casalesi regnano ancora.