Morto ‘El Mencho’: in Messico 26 morti e violenze diffuse

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Il Messico è travolto da violenze e disordini dopo l’uccisione di Nemesio Oseguera, potente leader del cartello della droga Jalisco Nueva Generación (CJNG). L’operazione, condotta nella cittadina di Tapalpa, ha portato alla morte del 59enne mentre veniva trasferito in aereo a Città del Messico.

Gli scontri e le violenze, verificatisi in diversi Stati, hanno provocato finora 26 morti, tra cui 17 membri delle forze di sicurezza federali e statali, otto presunti membri del CJNG e una donna incinta. Sono stati effettuati 27 arresti, e numerosi atti vandalici hanno colpito la rete commerciale: 69 negozi Oxxo e 20 filiali della Banco del Bienestar sono stati incendiati.

Misure di sicurezza e impatto sul Paese

Almeno otto degli 32 stati messicani hanno sospeso le lezioni in presenza, mentre la magistratura ha autorizzato i giudici a chiudere i tribunali se necessario. La presidente Claudia Sheinbaum ha invitato alla calma.

Le compagnie aeree nordamericane hanno cancellato decine di voli verso città messicane, e il Guatemala ha messo le proprie forze di sicurezza in massima allerta, rafforzando la sorveglianza lungo il confine. La Farnesina raccomanda agli italiani di evitare spostamenti non essenziali e ha reso reperibile un numero di emergenza a Città del Messico.

Chi era El Mencho e il supporto degli Usa

Nemesio Oseguera, noto come El Mencho, era considerato l’ultimo grande narcotrafficante messicano, dopo l’arresto dei fondatori del cartello di Sinaloa, Joaquín ‘El Chapo’ Guzmán e Ismael ‘Mayo’ Zambada. Il governo degli Stati Uniti aveva messo una taglia di 15 milioni di dollari sulla sua cattura, considerandolo responsabile del traffico di fentanil, metanfetamina, cocaina ed eroina verso gli Usa.

Secondo la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, gli Stati Uniti hanno fornito supporto di intelligence al governo messicano nell’operazione. Il presidente americano Donald Trump aveva più volte chiesto di poter inviare forze statunitensi per contrastare i cartelli, proposta finora respinta dalla presidente Sheinbaum.

Gli Stati Uniti hanno inoltre invitato i cittadini a rifugiarsi nelle zone colpite, comprese aree turistiche come Cancún, Guadalajara e Oaxaca, fino a nuovo avviso.

La situazione resta altamente instabile, con le autorità messicane impegnate a prevenire ulteriori disordini e a ristabilire la sicurezza.