Si è concluso oggi il processo di primo grado sul decesso del quindicenne Luca Piscopo di Soccavo, morto il 2 dicembre 2021 dopo aver consumato un pranzo a base di sushi al ristorante “Sumo” di via Bernini, nel quartiere Vomero di Napoli.
Il giudice monocratico Giuliana Taglialatela ha condannato il titolare dell’ex locale, Jiangtao Xie, a due anni e sei mesi di reclusione per omicidio colposo e violazioni in materia di igiene e conservazione degli alimenti, mentre è stato assolto il medico di base Gaetano Di Palma, difeso dall’avvocato Vittoria Pellegrino, per il quale il pubblico ministero aveva richiesto una condanna a un anno e otto mesi.
I fatti e le conseguenze
Il giovane aveva sofferto per nove giorni di febbre, vomito e diarrea, a seguito di una salmonellosi che avrebbe poi portato a una miocardite fatale. Secondo la Procura, il decesso sarebbe stato collegato al pasto consumato nel ristorante “all you can eat” del Vomero.
Luca si era recato al locale insieme a tre amiche, che hanno assistito alla vicenda insieme ai genitori e ai familiari.
Risarcimenti e provvisionale
Il giudice ha stabilito una provvisionale di 45mila euro per ciascuna delle parti civili costituite, rappresentate dagli avvocati Marianna Borrelli, Rossella Esposito e Amedeo Bolla.
I genitori di Luca, Antonio Piscopo e Maria Rosaria Borrelli, hanno commentato:
«Ci saremmo aspettati più giustizia, invece nulla potrà colmare il vuoto che ci portiamo dentro».
Il verdetto
La condanna del titolare del ristorante e l’assoluzione del medico rappresentano un passo nella definizione delle responsabilità legate alla morte del quindicenne. Il processo aveva l’obiettivo di chiarire la catena di responsabilità tra struttura, gestione alimentare e assistenza sanitaria.

