Il sindaco Andrea Ruggiero annuncia la vicinanza della comunità alla famiglia. Fiori, ceri e striscioni tra Nola e Napoli: “Non dovevi diventare una notizia, dovevi diventare grande”
Il giorno dei funerali del piccolo Domenico, la cui data non è stata ancora fissata, Nola si fermerà. Sarà lutto cittadino. Ad annunciarlo è stato il sindaco Andrea Ruggiero, che nella mattinata di oggi si è recato all’Ospedale Monaldi di Napoli, dove il bambino è morto dopo due mesi di calvario seguiti al trapianto di cuore.
“Come comunità cittadina saremo vicini alla famiglia del bimbo, lo saremo anche quando saranno calati i riflettori”, ha spiegato il primo cittadino, sottolineando un impegno che va oltre l’emozione del momento. Nei prossimi giorni, lo stesso sindaco insieme al parroco si recherà a casa della famiglia di Domenico per portare personalmente il cordoglio della città e della comunità parrocchiale.
Intanto, Nola si è trasformata in un luogo di raccoglimento silenzioso. Nei pressi dell’abitazione del piccolo è iniziato un mesto pellegrinaggio che non si è mai fermato. Fiori, ceri accesi, biglietti scritti a mano e uno striscione che colpisce dritto al cuore: “Domenico perdonaci”. Poco lontano, in via Circumvallazione, un’altra frase racchiude il dolore collettivo: “Non dovevi diventare una notizia, dovevi diventare grande”.
Davanti a un altarino improvvisato, protetto da una transenna, si fermano cittadini comuni e persone che non conoscevano la famiglia. C’è chi recita una preghiera, chi si fa il segno della croce, chi resta in silenzio con gli occhi lucidi. Nei bar della città non si parla d’altro. Il dramma del bambino di due anni e quattro mesi ha scosso l’intera comunità, lasciando un senso di incredulità e impotenza.
La stessa scena si ripete anche a Napoli, all’esterno dell’ospedale Monaldi. Palloncini, fiori e pupazzetti di peluche si accumulano all’ingresso della struttura. Spicca un palloncino blu con la scritta “Domenico, perdonaci”. In una domenica assolata, il silenzio è quasi irreale, interrotto solo dal via vai del personale sanitario che entra in servizio.
Cittadini, famiglie, giovani coppie, genitori con bambini si radunano per rendere omaggio a un piccolo che è diventato, suo malgrado, il simbolo di un dolore più grande. Una ciclista si ferma, scende dal mezzo e non trattiene le lacrime. È il segno di una ferita che non riguarda solo una famiglia, ma un’intera comunità che ora si prepara a salutare Domenico nel giorno del lutto cittadino.

