Morte Domenico, avvisi di garanzia ai sei sanitari: sequestrati anche i cellulari

0
44
Morte Domenico, Nas al Monaldi: “Cartella clinica incompleta”

La Procura di Napoli formalizza gli atti nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico. L’ipotesi è ancora di lesioni colpose gravissime, ma dopo l’autopsia sarà contestato l’omicidio colposo

La Procura di Napoli ha notificato l’avviso di garanzia a ciascuno dei sei sanitari dell’Ospedale Monaldi iscritti nei giorni scorsi nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sul trapianto di cuore fallito del 23 dicembre scorso, costato la vita al piccolo Domenico. Un passaggio formale ma decisivo, che segna un’ulteriore accelerazione delle indagini dopo il decesso del bambino.

Negli avvisi notificati oggi, l’ipotesi di reato contestata resta quella di lesioni colpose gravissime. Una qualificazione destinata però a cambiare a breve. Nei prossimi giorni, infatti, quando verrà comunicata agli indagati la data dell’esame autoptico, la Procura procederà contestualmente alla riqualificazione dell’accusa in omicidio colposo, alla luce dell’esito fatale della vicenda clinica.

Parallelamente, su disposizione dei magistrati della VI sezione “Lavoro e colpe professionali”, i carabinieri del Nas hanno sequestrato i telefoni cellulari dei sei sanitari indagati. Un atto ritenuto centrale per la ricostruzione dell’intera catena decisionale e operativa che ha accompagnato il percorso del piccolo paziente dal giorno del trapianto fino alla morte.

I dispositivi verranno ora analizzati dagli inquirenti, che passeranno al setaccio chat, chiamate e messaggi per ricostruire le comunicazioni intercorse tra medici e personale sanitario dal 23 dicembre 2025 a oggi. L’obiettivo è chiarire tempi, modalità, eventuali criticità e responsabilità nelle scelte cliniche e organizzative adottate durante e dopo l’intervento.

L’inchiesta entra così nella sua fase più delicata. L’autopsia e gli accertamenti tecnici sui dispositivi sequestrati rappresenteranno snodi fondamentali per stabilire se e in che misura errori, omissioni o ritardi abbiano contribuito alla tragica morte del piccolo Domenico, una vicenda che continua a scuotere profondamente Napoli e l’opinione pubblica nazionale.

I carabinieri del Nas di Napoli (coordinati dal comandante Alessandro Cisternino) sono tornati al Monaldi, dove si è recato anche il procuratore Ricci. Uno dei sei indagati oggi si difende tramite i suoi avvocati. «Ha fatto tutto ciò che era professionalmente doveroso, e tutto quanto era umanamente possibile, per salvare la vita del piccolo Domenico, peraltro lottando contro il tempo e contro i minuti»: così Alfredo Sorge e Vittorio Manes, legali del cardiochirurgo Guido Oppido, il medico che il 23 dicembre eseguì il trapianto su Domenico.