Morte di Romina Tieso: le nuove indagini non convincono il gip

Saranno riascoltate nuovamente le parti in causa

Neanche altri due nuovi mesi di indagini hanno sciolto i dubbi sulla morte di Romina Tieso, la giovane mamma di Angri, 37 anni, deceduta l’8 settembre 2013 all’ospedale Umberto I, di Nocera Inferiore. Il gip Giovanna Pacifico, pur raccogliendo i nuovi accertamenti eseguiti dal pm, ha deciso di fissare una camera di consiglio per ascoltare nuovamente le parti: l’avvocato che assiste la famiglia di Romina e il sostituto procuratore. La storia va ricostruita: Romina giunse quel giorno in ospedale alle 11.30, con perdite di sangue dalla bocca. Un primo esame le diagnosticò una riduzione del numero di piastrine. Nella memoria dell’avvocato che assiste i familiari, Flavio Del Forno, si parla di «ritardi» legati alla somministrazione delle cure. Ovvero, da quando fu stabilita la diagnosi fino alla conseguente trasfusione. Tra questi due passaggi, sarebbero trascorse delle ore. La circostanza fu riconosciuta anche dalla procura: «La trasfusione con pool di piastrine andava fatta immediatamente senza perdere altro tempo in consulenze». Eppure, concluse la perizia del pm: «la gravità del quadro clinico era tale da portare comunque a morte la paziente».

Ma la difesa ha sempre posto la questione in altri termini. Come per la consulenza ematologica, chiesta all’ospedale di Pagani e la cui documentazione fu inviata attraverso il padre della paziente, che attese l’esito degli esami per poi portarli al nosocomio nocerino. La trasfusione fu effettuata alle 15.15. Romina morì alle 16.00. Per il legale, intervenire con una «diagnosi precoce poteva essere molto importante, anche per evitare di provocare gravi danni al sistema nervoso o, in casi estremi, il decesso». La morte avvenne per una porpora trombotica trombocitopenica. Per la procura, questo escluderebbe ogni responsabilità medica (un medico è indagato nella vicenda). La prima archiviazione fu rigettata dal gip, che dispose nuove indagini, anche dopo l’opposizione presentata dal legale della famiglia Tieso. Al termine delle nuove indagini, la nuova richiesta di archiviazione. Ma il gip non è convinto e la parola finale sarà espressa al termine della camera di consiglio, fissata per aprile.

Nicola Sorrentino