“Nella comunità sarà avviato un percorso di recupero e di riflessione sull’accaduto”, annuncia l’avvocato Bruno, “il 17enne è estremamente addolorato – ha aggiunto – per l’accaduto e per la morte del suo amico”. “Le indagini – ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti – sono finalizzate a capire in quale maniera siano stati esplosi i colpi d’arma da fuoco da parte del carabiniere (indagato per omicidio volontario) e stabilire se i colpi sono stati esplosi in una condizione di legittima difesa per se stesso e la ragazza che stava con lui, se per cercare di evitare che gli venisse sottratto l’orologio, o se la sua reazione sia stata eccessiva”. Intanto in attesa che venga conferito l’incarico per l’autopsia sul corpo di Ugo Russo, il papà del 15enne ucciso chiede esplicitamente: “Chiunque volesse portare un fiore per mio figlio – dice Vincenzo Russo – faccia invece una offerta all’ospedale Pellegrini a titolo di ristoro per quanto accaduto subito dopo la sua morte”. “La collanina che Ugo aveva in tasca, quando è morto, e che in molti hanno pensato fosse il bottino di una precedente rapina, era invece sua. Tante foto lo dimostrano”.
Resta invece da capire di chi sia l’orologio, trovato nella stessa tasca del giubbotto del ragazzino dai sanitari che per primi lo hanno soccorso. E commentando l’accusa di omicidio colposo per il carabiniere 23enne Vincenzo Russo ha detto: “Non è una vittoria per noi, non è una vittoria per nessuno. La vittoria per me sarebbe stata riavere mio figlio a casa”
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