Mondiali Femminili, niente semifinale è andata male ma ora è tempo di riforme per crescere ancora

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Sotto un sole africano più che francese, l’Olanda supera per 2-0 l’Italia e va in semifinale mondiale. La differenza l’hanno fatto le palle, quelle inattive, ma parliamo sempre di calcio, stia buono Vessicchio e non equivochi. Termina un’avventura straordinaria, che ha consegnato all’Italia che non sapeva qualcosa che ora sa e saprà, la bellezza del calcio femminile. Le lacrime della Girelli siano solo un pianto momentaneo, ci sono grandi cose ancora da fare. Lo sa alla perfezione il ct Milena Bertolini, che ha come vice quell’Attilio Sorbi che fu genietto di una Cavese di tanti anni fa. Lo sanno la Juve della Guarino e anche il Milan appena affidato a Ganz, che ha preso il posto della Morace. Lo sa in altro ambito la Panico, prima donna entrata nello staff delle nazionali azzurre giovanili maschili. E’ tempo di professionismo, per allargare la base ma anche per selezionare la qualità, se non proprio subito almeno con la scappatoia immediata del semi-professionismo. La Campania si dia una svegliata. E’ indietro, quasi rimasta allo scudetto del Giugliano degli anni ottanta del secolo scorso. Le realtà napoletane arrivano alla soglia della massima serie ma poi vivacchiano, De Laurentiis al momento non ha voglia di una realtà ufficialmente targata Napoli. Salerno è rimasta indietro, malgrado figure come Alessio e altre, la Rienzi dall’aldilà aspetta una svolta. L’Agro propone il Sant’Egidio di Valentina De Risi in Interregionale, una sorta di C, e la Sporting Girls Nocerina nell’Eccellenza Regionale. Il calcio femminile non è solo quello dei Mondiali entusiasmanti, è fatto anche di tanti sacrifici di piccole società che meritano maggiore attenzione, seguitele e seguiamole, intanto diamo un’occhiata alle Universiadi. Vi lasciamo con foto storiche dell’archivio Carbone, una sfida al vecchio Piazza d’Armi di Nocera, anno 1968, tra italiane e brasiliane, le nonne delle protagoniste di oggi, le pioniere in tutti i sensi. Qualche lustro prima della comparsa sulla scena della prima vera bomber, la Betti Vignotto, anche qui per cortesia non giochiamo coi cognomi.