Mancava solo l’ultimo timbro, quello dell’aritmetica, e alla fine è arrivato: Germania e Olanda saranno al Mondiale 2026. L’ultima serata di qualificazioni in Europa ha consegnato verdetti chiari, con alcune conferme attese e qualche scossone che costringerà diverse nazionali al percorso più tortuoso dei playoff.
GERMANIA PADRONA DEL GRUPPO A
A Lipsia la Germania si è presa ciò che aveva già ampiamente dimostrato di meritare. Il 6-0 alla Slovacchia è stato quasi un manifesto delle ambizioni della Mannschaft, che sotto la guida di Nagelsmann sembra aver ritrovato fluidità, velocità e cattiveria offensiva. Woltemade apre, Gnabry e Sané dilagano, poi Baku e Ouedraogo completano una serata in cui ai tedeschi è riuscito praticamente tutto.
In tribuna, Jurgen Klopp sorrideva. E non poteva essere altrimenti: con 15 punti e il primo posto blindato, la Germania vola al Mondiale. Per Calzona, invece, resta il rammarico di una sfida decisiva mai realmente aperta e la consapevolezza che a marzo servirà un’impresa nei playoff.
Chi festeggia, in maniera più contenuta, è anche l’Irlanda del Nord. Il rigore di Donley vale l’1-0 sul Lussemburgo e soprattutto la certezza dell’accesso ai playoff grazie al percorso in Nations League. A Belfast, prima del calcio d’inizio, il ricordo di George Best ha scaldato l’atmosfera, quasi a benedire la serata dei padroni di casa.
ORANJE IN CONTROLLO NEL GRUPPO G
Ad Amsterdam non c’erano particolari brividi, solo l’attesa del verdetto definitivo. L’Olanda ha fatto il suo dovere nel modo più semplice e lineare possibile: 4-0 alla Lituania e primo posto con 20 punti. Reijnders sblocca, Gakpo allunga dal dischetto, poi Xavi Simons e Malen confezionano una vittoria netta che spinge gli Oranje verso Canada, Messico e Stati Uniti.
Dietro, la Polonia vince ma non basta. A Ta’ Qali finisce 3-2 contro Malta, con Lewandowski che prova a tenere accese le speranze, ma i 17 punti finali non sono sufficienti per sopravanzare gli olandesi. Ai playoff andranno i polacchi, mentre per Finlandia, Malta e Lituania resta solo il rimpianto di un cammino troppo incostante.
CROAZIA DI RIMONTA NEL GRUPPO L
Nel Gruppo L le gerarchie erano già definite, ma la Croazia ha comunque voluto chiudere con un colpo di coda. A Podgorica, sotto 2-0 dopo venti minuti per le reti di Osmajic e Krstovic, la nazionale di Dalic ribalta tutto con l’esperienza dei suoi leader e la profondità della sua rosa. Il rigore di Perisic rimette in piedi la partita, poi Jakic e Vlasic la girano definitivamente, sancendo un primo posto mai in discussione.
La Repubblica Ceca si limita a fare quello che doveva: 6-0 a Gibilterra e una serata utile solo a rifinire le statistiche prima dei playoff. Le grandi protagoniste morali del girone restano però le Isole Faroe, che con 12 punti hanno messo insieme una delle qualificazioni più sorprendenti degli ultimi anni. Montenegro si ferma a 9, mentre Gibilterra chiude senza punti e con il rammarico di non essere mai riuscita a invertire la rotta.
La mappa europea verso il Mondiale 2026 comincia dunque a prendere forma. Germania e Olanda archiviano la pratica con autorevolezza, la Croazia conferma la propria solidità, mentre per Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca la strada passa ora dai playoff, quel territorio dove spesso la logica lascia spazio ai nervi e ai dettagli.

