Dopo il riposo forzato nel turno infrasettimanale per gli arcinoti fatti legati all’inchiesta della Procura, la Juve Stabia si prepara a tornare in campo in una sfida affascinante e complicata in Emilia-Romagna contro il Modena. La squadra di Sottil è clamorosamente prima in classifica nonostante sia reduce dalla prima sconfitta stagionale contro la Reggiana, unica squadra che ha battuto anche le Vespe.
Dal punto di vista tattico, i Canarini si presentano con l'”inflazionatissimo” 352, apparentemente speculare a quello di Abate ma con una interpretazione nettamente diversa. Il Modena è una squadra a trazione destra, spinge con il braccetto, di solito Daniel Tonoli, che è molto coinvolto nell’impostazione.

Tocca mediamente 58 volte la palla ogni partita e viene a palleggiare nella metà campo avversaria spingendo ancora più avanti il quinto di centrocampo, di solito Luca Zanimacchia, che si comporta proprio come un’ala offensiva. A sinistra invece la situazione è più “conservativa” con Zampano e Nieling che si preoccupano più di difendere e coprire piuttosto che offendere.
Il centravanti della squadra è Ettore Gliozzi, 6 gol in campionato di cui 5 dagli undici metri, che “vanta” suo malgrado 5 big chances fallite e che si occupa poco di legare il gioco, lasciando il compito principalmente a Di Mariano che ha il doppio incarico di legare il gioco e di andare a pestare i piedi al play avversario. In generale, il Modena è una squadra estremamente verticale che punta poco al palleggio.
In fase difensiva vanno uomo su uomo dalla rimessa dal fondo avversaria, sganciando una mezz’ala su uno dei centrali, per poi retrocedere durante la prima costruzione. Essendo una squadra estremamente verticale preferiscono andare sulle linee di passaggio, compattandosi con un blocco medio e un 541.
Juve Stabia, Abate: “A Modena per giocare a calcio”
Abate: «È stata una settimana particolare, all’inizio non c’era quasi nessuno ad allenarsi. Belich è recuperato, per Gabrielloni vediamo domani se riuscire a recuperarlo almeno per la panchina. Mi è dispiaciuto non giocare, avrei voluto farlo perché ti aiuta a scaricare pensieri e a crescere. Questa settimana hanno lavorato tutti bene, andremo a Modena con la solita mentalità. Mi aspettavo che stessero così in alto, sono costruiti bene e ottimamente allenati. Ha doppioni in tutti i ruoli e ha una proprietà forte e ambiziosa: la partita deve essere vissuta come un’opportunità per mettersi in mostra, divertirsi e andare a fare punti. Andremo ancora lì senza i nostri tifosi: questo mi fa girare parecchio le scatole, per noi è un danno enorme perché la gente è la nostra benzina. Le certezze vanno cercate nelle cose di campo, senza avere alibi. Quello che gli richiedo è tanto, noi possiamo controllare solo le cose del rettangolo verde e i ragazzi mi rispondono sempre bene. Schiererò la squadra che mi dà più garanzie, bisogna essere bravi e fortunati cercando di andare lì a fare la partita. Vogliamo andare a Modena a giocare a calcio e smaliziarci perché a Padova abbiamo perso due punti per questo motivo. Io credo sempre che alla lunga sarà il gruppo a trascinare, io alleno 25 titolari. Chi fa veramente la differenza però è chi parte dietro, perché ti dà la possibilità di mantenere alto il livello dell’allenamento, di avere sempre alta l’attenzione e di far crescere tutto il gruppo. L’allenatore è pagato per fare delle scelte, io spero di sbagliare il meno possibile. Non mi lascio influenzare dagli arbitri e dalle decisioni, dobbiamo migliorare e crescere sotto tutti i punti di vista. Per me è stato fondamentale partire dal basso, ogni anno metto dentro esperienze e conoscenze ma indubbiamente il passato da calciatore te lo porti dentro. De Pieri sta crescendo bene, l’impatto dalla primavera non è facile. Kevin sa di essere un giocatore importante, ha tutta la mia stima. Deve fare un ultimo step mentale per diventare un calciatore ancora più importante e mantenere alta la continuità».

