Il 13 maggio, la pizzeria ha ospitato un raffinato percorso enogastronomico dal titolo “Fra grano, orto e Cilento”: sei portate accompagnate dai vini dell’azienda agricola San Salvatore.
Di Marco Visconti
C’è un angolo di Cilento che profuma di pane cotto a legna, di fichi maturi e di stagioni che ancora scandiscono il sapore del cibo. È in via Belvedere 239, a Battipaglia, che Vito Chiumiento ha fatto della sua pizzeria “Mo’ Veng” un manifesto di autenticità contadina. Una piccola rivoluzione culinaria che parte dal rispetto della terra e finisce in un piatto fumante, pieno di storie. Ieri 13 maggio, la pizzeria ha ospitato un raffinato percorso enogastronomico dal titolo “Fra grano, orto e Cilento”: sei portate accompagnate dai vini della Cantina San Salvatore. Tra i vini, il Calpazio, Trentennale, Jungano e i liquori ai fichi hanno incrociato il passo con pizze con prodotti di qualità provenienti dalle terre del Cilento. La tavola come paesaggio, il bicchiere come lente d’ingrandimento sui dettagli del gusto e, infine, la dolcezza del Cilento con un apposito dolce con i fichi e, contestualmente, un cremoso a firma dell’azienda agricola San Salvatore.

Era il 2017 quando “Mo’ Veng” nasceva come semplice pizzeria d’asporto. Oggi è molto di più: un rifugio gastronomico, un’osteria di quartiere con l’anima accesa tra le luci calde della tradizione cilentana e il profumo ruvido della farina buona. “Mo’ veng”, come si dice tra amici, quando la pizza è pronta e la si va a ritirare.

“Io il Cilento lo porto sulla pizza”
“Innanzitutto – spiega Vito – io non esprimo il Cilento solo oggi, lo faccio 365 giorni l’anno. Sono figlio di contadini, cresciuto tra i piatti poveri della mia terra. Li ho adattati alla pizza, perché la pizza può essere tutto: storia, memoria, terra, salute”. Parole chiare, come i suoi impasti: “La mia farina è italiana, biologica. La pizza è chimica: se il panetto non si rompe sul banco, come può rompersi nello stomaco? La leggerezza non è un mistero, è la somma della semplicità”.

Vito ha un’idea precisa di cucina: “Io non voglio inseguire le mode, non porto prodotti da street-food americani. Se dovessi farlo, chiudo. Io voglio far mangiare sano. Nei miei piatti ci sono solo i sapori della mia infanzia, quelli veri. Quelli che i nostri nonni coltivavano per necessità, ma che oggi dobbiamo scegliere per amore”. “Mo’ Veng” non è solo un luogo dove si mangia: è una dichiarazione d’amore per gli Alburni, per Castelcivita, per un Cilento che non si è mai arreso alla standardizzazione del gusto. È una pizzeria che fa resistenza con l’impasto. Che parla con le erbe di stagione, con il pomodoro fresco, con l’olio buono. Una pizza che – per usare le parole di Vito – “piace a me”. E che, inevitabilmente, conquista anche chi ancora non sapeva di amare il Cilento.


