Morte di George Michael, spunta ipotesi overdose. Il compagno: “mi mancherai”

Overdose. Sembrerebbe questa la causa che ha provocato la morte di George Michael, re del pop scomparso il giorno di natale nella sua casa di campagna. A trovare il corpo senza vita dell’artista è stato il suo compagno, Fadi Fawaz. Toccante il suo messaggio affidato al social Twitter: “Trovare il proprio compagno morto serenamente a letto di primo mattino – le sue parole – è un Natale che non dimenticherò mai. Non smetterai mai di mancarmi”.

Per decenni sex symbol, George Michael si ritrovò costretto a rivelare, per via di una vicenda giudiziaria, la sua omosessualità. Adescato da un poliziotto in borghese in un bagno pubblico, l’artista ex Wham! ricevette una condanna che lo costrinse, di fatto, a fare coming out. Anche in quel caso scelse uno dei modi più bizzarri per dichiarare al mondo le sue pulsioni: un brano, intitolato “Outside”, in cui cantava nei panni di un poliziotto mentre due agenti si baciavano. Michael si era liberato, per così dire, di un peso che derivava dall’impossibilità di parlare di alcuni argomenti nel suo ambiente, la sua famiglia. Il padre, di “vecchio stampo” era contrario ai gay e uno zio si era tolto la vita proprio perché omosessuale. George Michael, a 35 anni, era venuto allo scoperto attirandosi ancora più fan e riscuotendo ancora più successi. Una vita in parte travagliata, fatta di amori finiti anche male (il suo compagno storico morì di Aids), in buona parte sregolata.

Una vita che lo ha osannato agli altari del pop. E che continuerà a farlo, anche nel futuro.