Minacce a Cucurachi. Tensione e paura a Scafati

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Minacce telefoniche al consigliere comunale di Scafati, Marco Cucurachi. Il professionista si è recato in Procura per presentare una denuncia contro ignoti. «Alle ore 11.35 ho ricevuto una telefonata minatoria, con riferimenti ad eventi che si sarebbero potuti verificare al consiglio comunale di stasera e che riguardano questioni personali e familiari. Sono in Procura a denunciare l’accaduto e, pur temendo per l’incolumità mia e della mia famiglia, non mi fermo e vado avanti. Sarò presente stasera in Consiglio a far valere le ragioni di una opposizione seria e costruttiva. Non mi fermerà certo una telefonata di minacce. Questo e’ il clima a Scafati: una persona perbene, professionista, padre di famiglia e fiero marito, con la passione per la politica, costretto a ricorrere all’Autorità Giudiziaria per tutelare i principi fondamentali del vivere civile».

Intanto è stata bloccata la decadenza proprio di Cucurachi da consigliere. Questo il responso del Responsabile dell’Ufficio Avvocatura, dott.ssa Anna Sorrentino, che nel parere sulla continuazione del procedimento di decadenza nei confronti del consigliere del Partito Democratico, testualmente riferisce: «E’ assolutamente legale attendere la conclusione della fase processuale per procedere alla decadenza». Fase processuale determinata dalla proposizione del ricorso avverso le ingiunzione della GESET per il presunto mancato pagamento di tributi comunali.

Già nel consiglio comunale del 12 ottobre Cucurachi, nel suo intervento sull’argomento “incompatibilità”, prima di lasciare l’assise, riferiva di aver instaurato la lite pendente con la notifica del ricorso davanti alla Commissione Tributaria di Salerno, per cui l’argomento non poteva essere discusso e messo a votazione.

Successivamente, Cucurachi ha depositato il ricorso alla Commissione Tributaria, dopo che gli Uffici della GESET si sono rifiutati di redigere il verbale dell’incontro fissato per la mediazione e l’eventuale pagamento. Lo stesso consigliere, infatti ha sempre detto di dover pagare, ma di pagare il giusto, non quanto arbitrariamente chiesto dalla concessionaria dei tributi, oggetto di valutazioni e analisi da parte della Commissione di Accesso e dell’Antimafia di Salerno.