Il nuovo portiere del Napoli, M. Savic, ha parlato per la prima volta da calciatore azzurro in conferenza stampa, dopo le sue prime apparizioni in campo nelle recenti amichevoli estive. Tanti sorrisi, ironia e consapevolezza: l’ex Torino si è mostrato determinato e già ben inserito nel gruppo, pronto a giocarsi le sue carte sotto la guida di Antonio Conte.
“Non mi sento né il numero uno né il numero due – ha spiegato Savic – sono venuto qui per lavorare e mettermi a disposizione del mister. La scelta finale spetta a lui”. Sul rapporto con l’allenatore: “Da quando sono arrivato, Conte mi ha solo chiesto di lavorare tanto come gli altri. Non abbiamo ancora parlato di tattica. Quando ti chiama uno come lui è difficile dire di no”.
“Champions? Uno dei motivi che mi ha convinto a venire”
L’esperienza internazionale è una delle motivazioni principali che hanno portato Savic a scegliere il Napoli: “La Champions League è una sfida, e anche un sogno: non l’ho mai giocata. È stata una delle cose che mi ha convinto di più. Quando, a marzo, mi hanno parlato dell’interesse del Napoli, ho subito sperato che si concretizzasse”.
Tra rigori, lavoro e barba scaramantica
Impossibile non toccare anche temi più leggeri: “Disposto a togliere la barba? Per lo scudetto sì, per la Champions… forse un braccio!” ha detto scherzando. Poi, parlando seriamente: “Non sono scaramantico. Per ora penso solo a non far segnare De Bruyne in allenamento. È incredibile che sia diventato mio compagno: io da piccolo ero attaccante, non avrei mai immaginato di giocare con uno come lui”.
Sui rigori, il portiere serbo ha ricordato un momento chiave della sua carriera: “La parata più importante? Il rigore su Pulisic”. E sul tema dei penalty ha aggiunto: “Non ne abbiamo ancora parlato qui a Napoli, ma sono pronto a farmi trovare pronto”.
“Con Meret ci ritroviamo: è un ottimo portiere e una persona straordinaria”
Savic ritrova Alex Meret, già compagno di reparto ai tempi della SPAL: “Sono felice di rivederlo qui. È un ottimo portiere e un ragazzo straordinario. Ci giocheremo il posto con rispetto e professionalità”.
Alla domanda su chi lo abbia ispirato da bambino, Savic non ha dubbi: “Guardavo i video di Abbiati. È da lì che è nato tutto”. Ma non ama parlare troppo di sé: “Difetti o pregi? Lo lascio dire agli altri”.
Vita fuori dal campo e ambiente Napoli
Fuori dal campo, Savic si dice semplice: “Passo il tempo con il mio cane, gli amici, la famiglia. Niente sport per evitare infortuni”. E sull’ambiente partenopeo: “Fin dal primo giorno ho trovato un bel gruppo. Non ho ancora legato con qualcuno in particolare, ma l’atmosfera è positiva e professionale”.
Infine, una riflessione sul suo nuovo ruolo in una grande squadra: “Con club di questo livello cambia tutto. Non ricevi 10-15 tiri a partita, devi essere concentrato anche quando arriva un solo tiro. Ma non sento la pressione: se tireranno meno in porta, mi faranno un favore”.

