Migranti, l’invito della Prefettura è chiaro: vanno ospitati all’interno della provincia salernitana.
E l’interrogativo è uno solo: dove?
È un clima di forte perplessità quello che aleggia nell’agro nocerino sarnese. La massima autorità dello stato presente a Salerno ha chiesto infatti ai coordinatori di zona la disponibilità ad ospitare il congruo numero di migranti presenti da tempo nei centri di accoglienza salernitani. Secondo alcune stime, dovrebbero essere circa 100 quelli che potrebbero arrivare nell’agro nocerino sarnese, dividendosi tra Pagani, San Valentino, San Marzano e Sarno. 25 persone a città, questi i primi dati. Ma la situazione è tutta da valutare.
Il prefetto ha incontrato ieri i coordinatori di zona e gli stessi esponenti della Regione Campania. Dal vertice è emersa la necessità di ospitare gli extracomunitari già presenti nel territorio nei comuni dei diversi piani di zona, una necessità davanti alla quale nessun sindaco può tirarsi indietro. E nessuno lo ha potuto fare. Se è vero che i sindaci hanno detto il loro “si”, è anche vero però che tutti hanno manifestato al Prefetto e alle autorità regionali le proprie perplessità.
“Il Prefetto ci ha chiesto di intervenire – ha spiegato Salvatore Bottone, sindaco di Pagani – E abbiamo dovuto dire di si. E’ vero, però, che nel corso del vertice che si è tenuto ieri ho personalmente esposto i miei dubbi sulla fattività di questa operazione. L’agro, ma in particolare il comune di cui sono sindaco, non ha strutture ricettive adeguate. Sulle prime mi è stato anche detto che, laddove le strutture mancassero, si potrebbe ovviare il tutto attraverso tensostrutture. Ci sarebbero anche fondi regionali da cui attingere per fronteggiare quest’emergenza, ma il problema a mio avviso è anche un altro. Bisogna valutare le metodiche di accoglienza, di integrazione, di socializzazione. Va monitorato anche l’aspetto sanitario. Sono cose che al Prefetto ho detto e che comunque richiederanno valutazioni apposite”. Insomma, quello di ieri è stato un incontro “preliminare”, si discuterà ancora e i piani dovranno attuare una strategia comune. “In qualità di coordinatore di zona – ha continuato Bottone – ho già predisposto degli incontri entro venerdì con gli altri referenti. Un passaggio è stato anche fatto con la curia: attraverso il vicario foraneo Don Enzo Di Nardi abbiamo messo il Vescovo Giudice al corrente della vicenda. Alle parrocchie chiederemo collaborazione per far si che l’integrazione avvenga nel modo migliore. Non sappiamo nemmeno quanti ne arriveranno nel nostro comune. Ogni dato, al momento, rischia di non essere veritiero”.
La domanda resta comunque aperta: considerando che a Pagani non ci sono strutture ricettive, cosa potrebbe succedere? Bottone non si sbilancia, ma la possibilità delle tensostrutture al campo sportivo o a vasca Pignataro c’è. “E’ quello che vorremmo però escludere – le parole del primo cittadino – perché si rischia l’accampamento e la difficoltà di gestire l’esatto numero di persone che ci sarebbero. Già in questa vicenda ho chiesto anche un’intensificazione dei controlli, che sono indispensabili perché gestire la presenza di queste perosne non sarà semplice. Case disponibili non ne abbiamo, abbiamo tra l’altro paganesi che attendono ancora l’assegnazione di alloggi e sarebbe deleteria una scelta del genere per tutti. Bisognerà vedere”.

